Nota al segretario generale del Comune di Partinico sul progetto presentato dal Consorzio “Artigiani Partinicesi”


AL SEGRETARIO GENERALE DEL COMUNE DI PARTINICO

AL SINDACO DI PARTINICO

e pc: AL PREFETTO DI PALERMO

– ALL’ASSESSORATO TERRITORIO ED AMBIENTE DIPARTIMENTO REGIONALE URBANISTICA- SERVIZIO III

In data 26 novembre 2006, a firma del nostro Segretario politico ,veniva inviata alle SS.LL. , una nota-relazione nella quale si denunciava una palese illegalità che il Servizio Assetto del Territorio del nostro Comune avrebbe , a nostro parere commesso, relativamente alla vicenda del progetto del Consorzio “Artigiani Partinicesi” al quale venivano sospese le procedure di esame dello stesso tendente ad ottenere,ai sensi della L.R. 7 agosto 1997 n. 30, un’area in contrada Margi per la realizzazione di insediamenti produttivi.
In quella nota-relazione venivano rilevate tutta una serie di violazioni di norme procedurali – nella fattispecie la violazione degli articoli 49,50,51,52 e 53 dello Statuto in vigore presso il nostro Comune – che assegnano al Servizio e non al Sindaco le decisioni in materia di istruzione di un progetto e relativa eventuale approvazione . Si sottolineava come per i progetti presentati e dal Consorzio del Golfo e dal Consorzio “Liberi Commercianti” le procedure di esame dei progetti erano approdate ad una soluzione, sebbene negativa ,-e ciò seppur IN PRESENZA DELLA RICHIESTA DI ESAME DEL PROGETTO della Società Policentro Daunia poi bocciato dal Consiglio comunale in data 22 marzo 2004 – mentre per l’espletamento delle procedure relative al progetto del Consorzio Artigiani Partinicesi queste venivano bloccate da un intervento dell’ex Sindaco che adduceva ,a motivazione e condivisa dal Servizio , la presentazione da parte della Società Policentro Daunia di un ricorso al TAR con lo scopo di annullare il provvedimento del Consiglio comunale.

Fatta questa premessa riteniamo di rilevare:

-quale risposta alla nota del Segretario del nostro Partito, le SS.LL. consegnavano al consigliere comunale del PRC, Ottavio Puleo, una Relazione del Settore Sviluppo del Territorio protocollata dalla Segreteria Generale in data 13.12.2006 con numero 1741 e con oggetto: Richiesta Relazione su nota prot.n.27.123 del 9.11.2006 a firma del Responsabile del procedimento e dal Responsabile del Settore sul contenuto della quale , successivamente, esprimeremo le nostre considerazioni.
Tuttavia alle SS.LL. riproponiamo alcuni quesiti ,NON DI CARATTERE TECNICO MA GIURIDICO , che con la nota del Segretario del PRC erano già stati formulati:

1) se sono stati violati gli articoli dello Statuto in premessa citati;
2) se era legittimo sospendere, da parte del Servizio, le procedure di esame del progetto del Consorzio “Artigiani Partinicesi”;
3) se in presenza di un ricorso al TAR, ma non DI UN SUO FAVOREVOLE PRONUNCIAMENTO a sostegno della tesi della società ricorrente Policentro Daunia , le procedure relative all’esame del progetto del Consorzio Artigiani Partinicesi POTEVANO ESSERE SOSPESE.

Per quel che riguarda la Relazione alla S.V. inviata dal Settore Sviluppo del Territorio rileviamo:
-che la valutazione sui progetti presentati e dal Consorzio del Golfo e dal Consorzio “Liberi Commercianti Partinicesi ”, come sopradetto, avveniva mentre era IN CORSO IL PROCEDIMENTO DI ESAME DEL PROGETTO DELLA POLICENTRO DAUNIA .Ciò ha significato che il Servizio, seppur in presenza di un progetto insistente su di una stessa area ( nella fattispecie un’area proprietà di altra Società che quell’area intendeva utilizzare al fine di realizzare UN SUO PROGETTO)L’HA POTUTO REGOLARMENTE ESAMINARE E GIUDICARE .E va rilevato che il giudizio negativo sui due progetti per insediamenti commerciali veniva espresso non perché i due progetti INSISTEVANO SULLA STESSA AREA quanto perché i due Consorzi NON RISULTAVANO, a detta del Servizio , PROPRIETARI DELL’AREA. E allora non si comprendono le ragioni per cui gli estensori della Relazione, tra le altre cose, hanno volutamente inteso accentuare l’attenzione sul fatto che i progetti presentati sull’area D2 fossero sostanzialmente redatti dallo stesso progettista e ,al contrario come da noi richiesto ,non congegnare una chiara risposta relativamente “ all’anomalia” che ha sospeso le procedure di esame del progetto del Consorzio “Artigiani partinicesi” avvalendosi, a nostro parere, di una non giustificata quanto la contraddittoria motivazione

Ma quel che appare stupefacente , e che emerge dalla citata Relazione, è il fatto che lo stesso Servizio Sviluppo del Territorio possa, da un lato, scrivere nella citata Relazione che “Alla data odierna la proposta progettuale del “Consorzio Artigiani Partinicesi” RISULTA PENDENTE presso i nostri uffici,nelle more della definizione del procedimento ad oggi aperto nei confronti della ditta Policentro Daunia” e dall’altro che ” Esperita la disamina del verificarsi delle superiori condizioni ( condizioni cui faremo riferimento successivamente n.d.r.) SI PUO’ ATTESTARE che il Consorzio NON ERA LEGITTIMATO A RICHIEDERE L’ASSEGNAZIONE DELL’AREA in quanto …..”
Dunque mentre se da un lato ,a parere del Servizio Sviluppo del Territorio, il Consorzio degli “Artigiani Partinicesi” deve attendere ,per la definizione del suo procedimento, che si concluda quello della Policentro, dall’altro e dunque in maniera contraddittoria si sostiene DI GIA’ il non diritto del Consorzio ad avere un’area in quanto non legittimato a richiedere l’assegnazione di questa per la sussistenza di tre ipotetiche condizioni . Tutto questo, senza che il progetto sia stato oggetto di istruttoria e di verifica alla fine delle quali procedure, e solo alla fine, il Servizio avrebbe diritto ad esprimere un definitivo giudizio .
Ma quel che appare più grave è il fatto che se le tre condizioni esplicitate dalla Relazione erano ,come erano, sussistenti anche all’atto della presentazione di richiesta di riesame del progetto della Policentro Daunia, quali sono state le ragioni per cui , cosa gravissima, il Servizio Sviluppo del Territorio accondiscendeva alla richiesta dell’ex Sindaco di fermare l’esame del progetto del Consorzio degli “Artigiani Partinicesi”? Bastava procedere nella valutazione del progetto, elencare le tre condizioni per le quali non era possibile concludere l’iter positivamente e, dunque, decidere con un giudizio NEGATIVO! Invece il progetto del Consorzio risulta pendente, e quindi da definire, perché, dicono gli estensori della Relazione, in atto vi è il riesame del progetto della Policentro Daunia .Una palese quanto gravissima contraddizione che va rimarcata in quanto elemento non secondario nella questione oggetto delle nostre considerazioni .

Appare, ora ,necessario ragionare sulle argomentazioni del Servizio attraverso le quali gli estensori della Relazione concludono con un parere negativo sul progetto presentato dal Consorzio “Artigiani Partinicesi”e che noi riteniamo assolutamente personale e dunque non ufficiale ,in quanto non risultante da regolari procedure di esame

Il Servizio Sviluppo del Territorio,infatti, al fine di dimostrare che “il Consorzio non era legittimato a richiedere l’assegnazione di un’area …” riporta quasi integralmente il 1° e 2° comma dell’art. 36 della L.R. 7 agosto 1997 n. 30 che anche noi trascriviamo:
PRIMO COMMA :“Le aree degli strumenti urbanistici generali destinate a zona omogenea D, indipendentemente dalle norme di attuazione degli stessi strumenti urbanistici,possono essere assegnate agli operatori economici o a loro Consorzi o cooperative mediante piani attuativi redatti dagli stessi operatori ed approvati dal Consiglio comunale,per l’acquisizione ed urbanizzazione di aree artigianali”.
SECONDO COMMA :” Agli insediamenti produttivi da realizzarsi nelle aree territoriali coincidenti con il territorio dei Comuni che aderiscono ai patti territoriali e ai contratti d’area finanziati dallo Stato o dalla Regione,si applicano ai fini della loro localizzazione le procedure previste dagli artt.1 e 4 della L.R. 10 agosto 1978 n.35 e successive modifiche ed integrazioni”.

Ora alla lettura, appare abbastanza chiaro, che le finalità della legge n.30 sono quelle di favorire lo sviluppo del lavoro in Sicilia agevolando le attività produttive al punto che l’art. 35 della stessa legge consente ”al fine di favorire il rapido avvio delle iniziative produttive previste dai patti territoriali e dai contratti d’area approvati dal CIPE…” che questi possano sorgere in verde agricolo.
Dunque le finalità della legge 30 sono chiare :
1) agevolare gli insediamenti produttivi , se del caso, anche in verde agricolo ;
2) assegnare ai singoli, alle cooperative o ai Consorzi di operatori economici le aree destinate nelle zone omogenee “D” con presentazione di piani attuativi ;
3) agli insediamenti produttivi che vanno a realizzarsi nelle aree territoriali coincidenti con il territorio dei Comuni che aderiscono ai patti territoriali ( il caso del Comune di Partinico n.d.r.)vanno estese le ulteriori agevolazioni previste dagli artt. 1 e 4 della L.R. 10 agosto 1978 n. 35 e s.m.i.e cioè la facoltà di dichiarare di pubblica utilità ed indifferibilità ed urgenza le opere pubbliche da realizzarsi e ,nel caso di necessità, queste opere pubbliche vanno in variante agli strumenti urbanistici .

Dunque, alla luce del primo comma dell’articolo 36 della Legge regionale n. 30, non vi è alcun dubbio come la richiesta del Consorzio “Artigiani Partinicesi” risulti assolutamente legittima nel senso che la legge dà la facoltà di avere assegnate le aree delle zone D mediante la presentazione di Piani attuativi redatti dagli stessi operatori (è stato anche il caso del Consorzio COSAR) ed approvati dal C.C. Né la legge 30/97 richiede ,quale condizione, il possesso del 51% delle aree nella zona D2 .
E allora non si comprendono le ragioni per cui il Servizio Sviluppo del Territorio con la nota prot.2090/STAP possa pronunciarsi negativamente sostenendo ,nella fase conclusiva del ragionamento che “ Il Consorzio doveva essere titolare dell’area con regolare titolo di proprietà ovvero titolo equipollente” .
Va chiarito che la necessità che il Consorzio sia proprietario dell’area , al più si può manifestare nel caso in cui ( come è accaduto per il Consorzio COSAR ) si chieda “il riconoscimento al Piano di Lottizzazione di un indice di DENSITÀ’ FONDIARIA difforme a quello previsto dal vigente Piano Regolatore per le ZTO D2” .Ciò significa che se l’indice di densità fondiaria resta quello stabilito dal PRG NON E’ NECESSARIO avere LA DISPONIBILITA’ DEL 51% di proprietà delle aree cosi’ come pervicacemente continua a sostenere il Servizio .
Quel che desta preoccupazione è che il Comune dovrebbe avere conoscenza di tutta la documentazione che dal 1999 ai nostri giorni é stata prodotta sulla “questione” ,ed invece ignora di conoscere che:
a) la deliberazione del Consiglio comunale n. 148 dell’8.10.1999 non è stata mai annullata da alcun organo né tecnico né giuridico. Al contrario il ricorso alla delibera presentato al TAR dal sig. Polizzi Antonino nella qualità di Presidente del Consorzio tra i proprietari dell’area D” 2 e dai sigg. Manzella Calogero ed Innocenzo quali proprietari veniva riconosciuto con sentenza 882/02 INAMMISSIBILE . Né si conoscono le conclusioni del Consiglio di Giustizia Amministrativa notificato al Comune di Partinico nel mese di Agosto del 2002 cui i soggetti sopraindicati si rivolgevano per l’annullamento della delibera 148/99 e che riportava ,sostanzialmente, le stesse argomentazioni .

b)l’Assessorato Regionale Territorio ed Ambiente –Dipartimento regionale urbanistica Servizio III° con nota prot.59724 del 4.10.2002 a firma del Responsabile del Servizio III Arch. G. Ciotta e del Dirigente Tecnico Arch. N.Corradino, con riferimento alla richiesta di chiarimenti chiesti dal Servizio Assetto del Territorio del Comune di Partinico sulla delibera 148/99 cosi’ scriveva:
” I soggetti in indirizzo sono invitati a presentare … trascorso tale termine la pratica sarà trasmessa al Consiglio regionale dell’Urbanistica per l’acquisizione del parere propedeutico all’annullamento parziale della delibera consiliare n. 148/99 che ha riconosciuto al P.di L. segnato in oggetto un indice di densità fondiaria difforme a quello previsto dal vigente PRG per le ZTO D2”.

Dunque il Dipartimento Urbanistica della Regione siciliana riteneva la delibera 148/99 da annullare parzialmente E NON CERTO NELLA PARTE RELATIVA ALL’APPLICAZIONE DELL’ART.36 DELLA LEGGE REGIONALE N.30 DEL 7 AGOSTO 1997( va ricordato che il COSAR all’atto dell’approvazione della delibera 148/99 non disponeva della proprietà dell’area) per il quale articolo venivano concesse le aree nella zona D2 di contrada Margi al COSAR .
Con decreto n.393 del 28.03.2003,poi, l’Assessorato Regionale Territorio ed Ambiente –Dipartimento regionale Urbanistica annullava parzialmente la 148/99 cosi’ come preannunciato, e non certo la delibera nella sua interezza .

IN CONCLUSIONE

Il nostro Partito chiede al SINDACO un pronunciamento:
1) sulle evidenziate, a nostro parere, violazioni del Servizio relativamente agli articoli dello Statuto comunale citati in premessa ;
2) sulla legittimità della sospensione delle procedure, da parte del Servizio Sviluppo del Territorio relative, al Consorzio Artigiani Partinicesi
3) sulle conclusioni del Servizio affidate alla nota prot.2090/STAP del 7.12.2006 quale risposta alla nota del Segretario del Partito della Rifondazione Comunista di Partinico

RITENENDO DOVERE DELLO STESSO
attivare le procedure perché il Servizio Sviluppo del Territorio proceda, CON IMMEDIATEZZA, alla definizione dell’istruttoria e al pronunciamento relativo al progetto presentato dal Consorzio “Artigiani Partinicesi” considerato che la vicenda in atto del riesame del progetto della Policentro Daunia non può ,come dimostrato, bloccare l’interruzione delle procedure che interessano il Consorzio.

PARTITO DLLA RIFONDAZIONE COMUNISTA
Sezione “Peppino Impastato” di PARTINICO
Partinico 22 gennaio 2007

Pubblicato il 22 gennaio 2007 su Documenti. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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