Lettera a Pino Maniaci


Se c’era una risposta da dare a quanti nel 1999 mi sconsigliavano di affidare la direzione e gestione di Tele Jato a quello che loro ritenevano “personaggio inaffidabile anche sul piano morale”, hanno avuto a distanza di anni la risposta che meritarono allora. Mai sacrifici, e non soltanto economici, furono così ben ripagati: oggi possiamo affermare che é stato definitivamente realizzato il progetto di alcuni comunisti partinicesi (seppur tu comunista non sei) tra cui oltre il sottoscritto mi corre l’obbligo di ricordare in particolare Alberto Lo Iacono e Totò Inghilleri. Tutti, nel 1989, con il supporto di un giovane straordinario che ricorderemo sempre e che a 29 anni ci lasciò tragicamente sgomenti, Giuseppe Inghilleri, avevamo compreso quale strumento straordinario sarebbe stata una tivvù se messa a disposizione per una informazione alternativa che desse voce come diceva Danilo “ai poveri Cristi” cioé ad un pezzo di società che si batteva quotidianamente contro lo strapotere del pensiero unico democristiano fonte d’inquinamento culturale, morale, economico ed ovviamente anche politico. Noi avevamo già sperimentato quale mezzo di capacità di penetrazione e convincimento fosse la radio che costruimmo nel 1976, Radio Onda Libera, insieme ad altri compagni tra cui voglio ricordare Gino Scasso. E dunque la televisione alla fine degli anni ’80 altro non era se non il naturale approdo cui dovevamo pervenire. Certo, il Potere locale, in mano saladamente ad alcuni uomini della DC disponeva, allora, di tutto un sistema di convincimento: dalla mafia, a pezzi del clero locale, a un pezzo non indifferente della scuola, ma sopratutto alla capacità d’inquinare le coscienze ricattando, blandendo, minacciando. Li sfidammo, i denigratori di sempre dantoti fiducia perché noi, diversamente dai sepolcri imbiancati e dagli ipocriti di ieri e di oggi, abbiamo sempre avuta immensa fiducia negli uomini ai quali, come Cristo, non abbiamo mai chiesto chi fossero, da dove venissero, quale fosse stato il loro passato. Avevamo subito capito, intuito che in un animo ribelle non ci può essere l’assuefazione, la subordinazione, il servilismo, l’ipocrisia e dunque l’appiattimento. Non ci può essere, sopratutto, l’interesse personale elemento di inquinamento e corruzione morale. Certo, ci può essere a volte la contraddizione, l’errore di valutazione ma c’é sicuramente la schiettezza e soprattutto quella idea di libertà che a noi comunisti, e forse solo a noi, piace tanto. L’idea che ti batti per una cosa pulita, che dici la verità quando gli imbroglioni impazzano tentando di nascondere vanamente quel che hanno fatto e sopratutto quel che vorrebbero ancora fare, anche con i loro volgari scritti, non certo nella forma ma nella sostanza, e facendo pure ricorso all’anonimato. E quando appongono la loro firma lo fanno con lo scopo di sfidare l’opinione pubblica per convincerla che la loro firma sulle falsità può fare diventare verità ciò che invece é menzogna. Costoro non hanno mai fatto niente per niente e quando hanno fatto é stata la difesa di interessi inconfessabili di gruppo, di singoli, di piccoli clan, alimentando il familismo, il nepotismo, le clientele. Quel che é indiscutiile é che costoro si sono sempre esercitati nella menzogna che gli é servita per annientare politicamente, ma anche moralmente, altri uomini, ostacolare processi, impedire progressi sociali, l’evoluzione, la liberazione di uomini e donne.
Carissimo Pino, la tua vita, quella che ci interessa e nasce con noi nel 1999 e dunque con Tele Jato, le tue azioni a volte icomprensibili ai più, contribuisce al riscatto della nostra terra alla quale va restituita quella dignità che uno sciame di corrotti e corruttori, nel tempo, le ha sottratto pensando di continuare a farlo ancora impunemente. Ed ho apprezzato molto la risposta che tu hai dato all’intervistatrice della trasmissione romana che pensava, ritenendolo un complimento, di accomunarti a Peppino Impastato. Se tu fossi stato un opportunista, ma non lo sei, avresti fatto passare quel parallelismo. Ma, invece e giustamente, tu hai scosso il capo come a dire che sì anche tu sei Peppino ma Impastato era altra cosa. Ed é vero. Peppino era altra cosa perché erano altri i tempi, altre le situazioni, altra la sua formazione culturale e politica ma non certo diversi erano i protagonisti e cioé i mafiosi che lui, tu, noi continuiamo a combattere. Tu hai il coraggio di sfidarli, oggi, a modo tuo anche senza il sostegno di una forte cultura e tensione politica. Tu metti, nel tuo lavoro un’altra formidabile qualità e cioé una nuova tensione che non é politica ma morale e in Italia, e non solo, se oggi si parla di Partinico, della sua mafia, delle sopercherie, della malapolitica, questo sui deve al tuo sacrificio quotidiano, a quello della tua famiglia e di chi generosamente ti collabora. Guarda come guaiscono i sepolcri imbiancati perché tu avresti, secondo loro “buttato fango su Partinico!”. E se questa nostra terra potrà migliorare questo lo si deve anche, consentilo a me di dirlo per la prima volta, pubblicamente e con grande orgoglio, all’impegno di quel gruppo di comunisti che vollero Tele Jato i quali non hanno mai tradito, che hanno scelto sempre di stare da una sola parte, che non hanno fatto affari più o meno consistenti con i potentati economici svendendo la dignità collettiva e la salute, ma che hanno sempre pagato di persona e in tutti i sensi. Noi, come te, possiamo sicuramente andare a testa alta perché non abbiamo MAI chinato il capo. E quei comunisti, insieme ai nostri generosi giovani compagni di cui vantiamo orgoglio, sono ancora oggi in “servizio permanente” e ti dicono: vai avanti perché con te c’é la parte migliore della nostra comunità partinicese e del nostro territorio tutto. Ci sono i Sindaci e un pezzo importante dello Stato. Tutto il resto, e tu lo sai, é il NULLA QUANDO ADDIRITTURA NON RAPPRESENTA SOLO E SOLANTO LA VERGOGNA.
Con stima ed affetto Toti Costanzo, segretario del circolo “Peppino Impastato” di Partinico.
Partinico 5 febbraio 2008

Pubblicato il 5 febbraio 2008 su Documenti. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 10 commenti.

  1. Viva la libertà di Telejato – Viva !

    La libertà di :

    1) Inventarsi le notizie

    2) Mistificare i fatti

    3) Offendere la reputazione di persone per bene

    4) Denigrare

    5) Diffamare

    6) Censurare (coloro i quali offende, denigra e diffama)

    Troppo bella è questa libertà…. per chi la esercita.

    Non penso sia tanto bella per chi la subisce.

    La stessa libertà che avevano i gerarchi fascisti e gli squadristi di manganellare e usare violenza sulle persone scomode, sugli avversari politici.

    Ieri il manganello, oggi la gogna televisiva.

    Dopo una vita di lotte e battaglie, mi sono ritrovato inquinato dalla distilleria, querelato dalla Bertolino e per aggiunta, diffamato da questa televisione Telejato e da Maniaci ( che non è nemmeno giornalista, ma è pregiudicato per precedenti penali) , grandi campioni di libertà alla rovescia.

    Chissà cosa avebbero detto Danilo Dolci e Peppino Impastato, dei quali vi siete impossessati, immeritevolmente, anche dell’anima.

    Per fortuna chi è avvezzo alle battaglie, ha l’animo ben temprato, meglio dell’acciaio, e vi darà filo da torcere, e sarete sconfitti, non da me, ma dalla LEGGE, nonostante la vostra potenza televisiva, la vostra prepotenza, le vostre falsità e la vostra arroganza.

    Per fortuna c’è un Giudice, non a Berlino, ma direttamente sul posto, a Partinico che ha cominciato e continuerà a fare giustizia.

    E la giustizia… a differenza della vostra che è sommaria e corrosa dalla falsità come quella dei tribunali speciali fascisti… la GIUSTIZIA sarà fatta dalla LEGGE, da un GIUDICE, che emetterà le sue sentenze: IN NOME DEL POPOLO ITALIANO.
    Enzo Bonomo – 6 Febbraio, 2008

  2. Che la televisione rappresenti uno strumento importante e
    fondamentale dal punto di vista sociale, politico, educativo, è un fatto
    condiviso da tutti.

    Che per gestire e dirigere tale strumento occorrano dei
    requisiti previsti dalla legge è anche questo un fatto acclarato.

    Che Telejato sia gestita e diretta da Maniaci è del tutto
    evidente.

    Che Maniaci non avesse i requisiti previsti dalle legge, si
    intuiva, si sospettava, si sapeva in paese ( forse non fuori) ma adesso per sue
    stesse dichiarazioni è diventato ufficiale.

    Maniaci ha affermato ripetutamente in questi giorni di non
    essere un giornalista ( anche se si presenta specie fuori da Partinico, come giornalista )

    Non è laureato, anche se spesso lo chiamano e si fa chiamare
    con l’appellativo di “dottore”.

    Non è direttore responsabile anche se spesso lo chiamano e
    si fa chiamare “direttore di Telejato”.

    In una recente intervista su Repubblica, dopo mesi di omertà e
    reticenza, FINALMENTE ha confessato chi
    è il direttore responsabile ( e quindi responsabile della linea editoriale, del
    rispetto della legge, della responsabilità civile e penale) .

    E’ il giornalista Riccardo Orioles che potete vedere nella
    foto.

    Qualcuno lo ha mai visto a Partinico ?

    Ma un direttore responsabile non dovrebbe esercitare
    effettivamente in loco e in maniera continuativa la sua funzione di controllo
    dell’attività giornalistica svolta quotidianamente tramite il telegiornale di
    Telejato?

    In buona sostanza, uno (Maniaci) che non è giornalista ( e questo lo
    sapevamo) che è pregiudicato, che non ha
    al suo fianco un direttore responsabile, in loco, può continuare a gestire e
    dirigere un telegiornale e uno strumento così importante e delicato come una televisione?

    Uno (Maniaci) che proprio per questa mancanza di requisiti formativi e culturali, previsti
    per Legge, non ha alcun freno inibitore, si pone fuori dalla Legge, offende,
    denigra, diffama, costringendo le persone lese a rivolgersi alla Magistratura
    per avere Giustizia.

    Ma può continuare ad andare avanti questa situazione?

    Ma quello cui assistiamo , può essere consentito in uno Stato di Diritto?

    Per me, no.

    La domanda la pongo a chi legge e l’ho posta agli Organi competenti.

    Speriamo di avere una risposta. In tempi brevi.
    Enzo Bonomo – 6 Febbraio, 2008

  3. UNA RISPOSTA “IN TEMPI BREVI “ ALL’INGEGNERE BONOMO

    Chi conosce ed ha rispetto delle Leggi dello Stato, che possono piacere oppure no, e ritiene di ricevere dalla Società attraverso i suoi umani articolati (burocrati, professionisti, giornalisti e varia umanità ) un’azione a suo danno, sa che le Leggi consentono loro di utilizzare gli strumenti della difesa. D’altronde l’ingegnere Bonomo che scrive nel post quale commento alla “lettera a Pino Manici”. Per fortuna, chi ha l’animo temprato, meglio dell’acciaio (ingegnere, non le sembra un pò eccessivo?), e VI darò filo da torcere, e SARETE sconfitti, non da me nonostante la VOSTRA potenza televisiva, ma dalla Legge….”, alle Leggi ha fatto spesso ricorso ricevendone anche cospicua soddisfazione. Dunque l’ingegnere è a conoscenza che quanti reputano di ricevere un danno attraverso un’azione, qualunque essa sia, può fare ricorso alla Legge così come, di converso, e nella fattispecie Pino Maniaci, ha il diritto a difendersi alla stessa maniera e con la stessa intensità e veemenza. Noi, sia ancora più chiaro, nutriamo profonda stima per Pino Manici e chiediamo all’ingegnere di esimerci dall’elencare tutte le conosciute e riconosciute qualità di Pino ritenendo che da tempo ormai l’ingegnere abbia messo a nodo, secondo un suo giudizio, tutte quelle che si possono definire qualità negative. D’altronde a tutti va riconosciuto il diritto alla non stima e sopratutto alla non stima nei confronti di chi, al contrario, da pochi o da tanti viene stimato. E stimiamo Pino Maniaci non perché sia comunista in quanto non lo é, non ha la nostra stessa storia politico-culturale né abbiamo un cosiddetto “punto di vista” comune nei confronti delle questioni della Politica.Certo né Pino né noi abbiamo la presunzione di pensare che Peppino o Danilo siano patrimonio nostro anche se qualche diritto in più potremmo vantarlo. Ma il fatto è che Peppino Impastato e Danilo Dolci sono patrimonio di una schiera enorme di uomini e donne soprattutto della SINISTRA. Un’ultima annotazione. L’ingegnere scrive, come abbiamo riferito, nella parte iniziale di questa risposta come se si rivolgesse non più a Pino ma anche, presumiamo, a noi. Lui scrive “VI darò”, “SARETE sconfitti ”, ”la VOSTRA prepotenza ”. Ci sfuggono le ragioni
    dell’uso del plurale a meno che non si tratti di atto riverenziale nei confronti di Pino Maniaci che i tal maniera, con l’uso appunto del plurale maiestatis, rischia non certo per sua volontà di assurgere a quel ruolo di protagonista che l’ingegnere, ovviamente, non gli concederebbe mai.
    SINISTRA L’ARCOBALENO DI PARTINICO

  4. Rispondo in “tempi brevissimi”.

    Per la mia onesta intellettuale, mi riesce quasi imbarazzante ( e diventa quindi anche stancante) replicare in maniera dettagliata alle vostre argomentazioni, sapendo di avere non 1, ma 1.000 ragioni da fare valere, sia rispetto agli attacchi incomprensibili di Telejato nei miei confronti, sia in relazione alle vostre ingiustificate critiche, se solo considerate l’immensa mole di impegno, di studio, di lavoro, di sacrifici che ho profuso in 15 anni per contrastare efficacemente, giuridicamente e mediaticamente il potere inquinante della distilleria Bertolino e riflettete sull’imponente mole di documenti e di conoscenze che, sulla vicenda, posso metter in campo.

    Così come è altresì imbarazzante la facilità con la quale posso confutare qualsivoglia vostra argomentazione che ponga in confronto ciò che io ho messo in atto nella vicenda Bertolino, prima, durante e dopo la mia esperienza di assessore con ciò che hanno fatto i vostri rappresentanti allorquando sono stati al governo della città.

    Peraltro, i risultati raggiunti nel contrasto all’inquinamento della distilleria mi appagano abbondantemente di tutti i sacrifici sostenuti e mi tolgono ogni interesse a proseguire in una ulteriore sterile polemica, fine a se stessa.

    Riservo quindi le mie energie per arrivare alla vittoria definitiva da un punto di vista giuridico ed ambientale nei confronti di quella che ho sempre considerato l’avversaria da contrastare, ovvero la distilleria Bertolino e i suoi inquinamenti.

    Agli altri riponderò solo come legittima difesa rispetto alle eventuali aggressioni diffamatorie che dovessi continuare a subire, con analoga, adeguata ed efficace determinazione.

    Enzo Bonomo

  5. ANCORA UNA RISPOSTA BREVISSIMA ALL’ING. BONOMO.

    Anche noi siamo convinti che una polemica condotta nel tempo diventa sempre più sterile e, dunque,inutile. Dobbiamo,però, per correttezza affermare che mai abbiamo sollevato critiche nei confronti dell’ingegnere Bonomo tranne quado ciò é stato ritenuto dai nostri rappresententi necessario per ragioni che si possono come non si possono condividere.In tutti casi critiche, ma mai ingiurie .E’ noto a tutti che l’ingegnere si é speso in tanti anni di battaglie a difesa dell’ambiente .Ovviamente a noi non interessano le ragioni per cui l’ha fatto. Ciascuno di noi può avere delle motivazioni che vanno rispettate comprese quelle di coloro che ,negli anni, con la distilleria hanno fatto affari e poi ce li siamo ritrovati accanto per una battaglia comune .Le ci insegna ,da buon cristiano qual’é, che il pentimento purifica le coscienza e le presenta limpide davanti a Dio.Infine per quel che riguarda le sue battaglie ambientaliste supportato dal suo patromino di conoscenze scientifiche( NON TUTTI POSIAMO AVERE LE STESSE COMPETENZE E IN OGNI CAMPO) tanto di cappello, come si suole dire. Però dovrebbe ricordare, per onesta intellettuale ( OGNI TANTO LO FACCIA!), almeno due atti deliberativi datati 1999:un incarico a due igegneri dell’Università di Palermo, suoi amici e dunque al di sopra di ogni sospetto di inciuci conla titolare della distilleria, con lo scopo di radiografare, finalmente, gli impianti della distilleria .E poi un incarico ad un esimio avvocato di Palermo nostro compagno e parte civile nel processo per l’uccisione del generale Dalla Chiesa, e chiedere alla distilleria i danni ambientali. Non sappiamo se sia poca cosa oppure tanta. Ma la politica poteva fare questo, e questo allora, ha fatto. Ovviamente la scienza può fare tanto di più.
    SINISTRA-L’ARCOBALENO DI PARTINICO-8 febbraio 2008

  6. Penso sia difficile condurre più che una battaglia una guerra per 15 anni consecutivi senza avere forti motivazioni ideali, comunque quello che conta è il risultato, ovvero che le competenze e la determinazione della lotta, hanno portato un indubbio vantaggio alla collettività di Partinico.
    Non ho mai criticato ciò che di buono si è tentato di fare da parte vostra,specie se sono stato partecipe e protagonista di queste decisioni ( Rizzuti e Sorrentino), mi riesce invece più difficile comprendere le vostre critiche e del vostro amico Maniaci nei miei confronti, quando è pubblico e notorio che le tutte le azioni tecnico-giuridiche-amministrative di contrasto alla dstilleria sono partite dalla tastiera del mio computer ( e da quelle del dott. Genchi) che ha tradotto in denunce, esposti, relazioni, informazioni il frutto di migliaia di ore di studio che abbiamo dedicato alla questione.
    Tuttavia, ripeto, ormai queste polemiche non mi appassionano più, sicuro come sono del risultato finale di questa guerra, che grazie anche, immodestamente al sottoscritto, porterà alla nostra vittoria finale. La conferma del sequestro di oggi da parte del Giudice Glaccovio ne è una più che autorevole conferma.

  7. Partinico come Berlino

    “Ci sarà pure un Giudice a Berlino” esclamò il mugnaio prussiano.

    C’è un Giudice a Partinico esclamiamo noi.

    Non sempre, così come nelle diverse sentenze del Giudice Salvatore Flaccovio è possibile riscontrare lo spirito autentico della Costituzione.

    Art.3 ” Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.”

    Art. 21 ” Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione”

    Art. 101 “La giustizia è amministrata in nome del popolo. I giudici sono soggetti soltanto alla legge.”.

    Il Giuce Flaccovio ha sentenziato in merito diverse tipologie di reati, reati di diffamazione a mezzo stampa, reati ambientali , reati legati alle associazioni mafiose.

    Le sentenze hanno riguardato un semplice cittadino ( Enzo Bonomo) un ex deputato ( Gianfranzo Zanna) , un presidente della commissione antimafia ( Francesco Forgione) un gestore di emittente televisiva ( Pino Maniaci- Telejato), un presidente della Regione ( Totò Cuffaro) .

    Vi sono state assoluzioni e condanne senza guardare i ruoli sociali o la forza economica e politica degli imputati, ma seguendo un filo conduttore che ha attraversato sempre i principi costituzionali, tenendo conto delle garanzie per chi denuncia l’inquinamento in maniera pertinente, continente e documentato e chi perde il controllo della parola e trasforma delle legittime denunce in boomerang, dando paradossalmente ragione con il suo comportamento esagitato a chi ha inquinato, sentenze che pongono i deboli e i potenti sullo stesso piano di parità rispetto alla Legge.

    Il Giudice assolve Forgione, Zanna e Bonomo in un processo per diffamazione contro la distilleria e condanna Maniaci per diffamazione contro la distilleria, in un altro processo rigetta il dissequestro della distilleria e mantiene bloccati gli impianti che reputa pericolosi per la salute pubblica, e in un altro ancora condanna Cuffaro presidente in carica della Regione per favoreggiamento di singoli mafiosi.

    Assoluzioni e condanne sono motivate e coerenti con lo spirito della Legge, con il rispetto del sacro dettato costituzionale.

    Siamo orgogliosi e fieri di questi Magistrati, che , seppur in momenti di crisi delle Istituzioni, danno al cittadino comune la certezza che c’è un Giudice a Partinico, che siamo in uno Stato di diritto, che vale la pena di lottare sempre contro le prepotenze, perchè alla fine – come è giusto che sia – Giustizia è e sarà fatta, in nome del Popolo Italiano.

    Enzo Bonomo

  8. UN GIUDICE A BERLINO
    Assolutamte d’accordo con la semplice aggiunta: siamo orgogliosi che Maniaci sia stato condannato ,seppur in primo grado per diffamazione alla Bertolino E cioé per avere detto della distilleria quello che migliia di cittadini HANNO SEMPRE PENSATO ED ANCHE DETTO .
    LA SINISTRA-L’ARCOBALENO DI PARTINICO9 febbario 2008

  9. Anch’io l’ho detto, ma l’ho anche scritto, ma non una volta ma mille volte e non mi sono mai asepttato riconoscimenti per questo, perchè egoisticamente l’ho fatto per la mia dignità, perchè ero uno dei pochi a saperlo fare, e come ho detto altre volte ” per la difesa degli indifesi”. La differenza è che la Bertolino non si poteva sconfiggere SOLO con le grida, le manifestazioni e le offese, ma con argomenti tecnico-giuridici, che potessero dare una speranza reale alo popolo, di averla vinta finalmente contro tutta la burocrazia che la ha sempre agevolata e favorita. E ci siamo riusciti. Se leggete la sentenza del Giudice Flaccovio , però noterete che io non vengo condannato, perchè pur avendo offeso l’onore della Bertolino ho agito nell’esercizio del diritto di critica e NEI LIMITI dello stesso.
    Cosa che non ha fatto Maniaci al q uale interessava, tolto di mezzo il sottoscritto da Telejato per motivi a me ignoti, urlare e starnazzare a più non posso , per aumentare il numero delle querele e farlo diventare CASO NAZIONALE. Solo che i Giudici applicano la Legge e saranno “costretti” a condanarlo ripetutamente, perchè i rito processuale è una cosa seria e chi ha sbagliato, paga.
    Poi Maniaci ha iniziato a diffamare me, Chimenti, la Tortorici e giù altre querele contro Maniaci. Per circa 2 anni mi ha diffamato ma non l’ho querelato prima per rispetto di Forgione con il quale eravamo coimputati.
    Non si rende minimamente conto della grave situazione in cui si è cacciato. Lui gioca con la vita e la serenità degli altri dalla sua postazione mitragliera ( la potentissima telecamera ! ) e non ci accorge che sta facendo karakiri , più spara e più lungo diventa il tunnel nero che dovrà attraversare.
    Maniaci diventerà forse un martire, ma è proprio quello che voleva diventare, ma il martirio lo dovrà eserciterà in galera, come Sofri e sperare in una grazia del Presidente. E sarà difficile che deputati e senatori, opinionisti e carovane varie possano salvarlo, perchè prima dovrà rispondere ad una semplice domanda: MA PERCHE’ PER 2 ANNI HAI DIFFAMATO L’ING. BONOMO ?

    Enzo Bonomo

  10. In cosa consisteva la diffamazione nei tuoi confronti? E’ proprio verificabile che sia stato condannato per diffamazione alla Bertolino per la diversa forma con cui portava avanti le accuse contro una distilleria, rispetto a te, ma la cui sostanza si è a quanto leggo rivelata essere la stessa, ovvero che inquinava ed avvelenava l’ambiente? E’ evidente che condivideva con te la battaglia, sia pure, a quanto affermi, in una forma diversa, da te non condivisa perchè ritenuta urlata e fatta con l’obiettivo populistico di attirare querele a tuo parere giuste e diventare un martire. Che motivo aveva di diffamare te, mi chiedo? Non è che sei tu che l’hai denunciato per presunto esercizio abusivo della professione giornalistica? non credo, cmq, perchè attaccarsi a delle scartoffie lobbistiche di derivazione fascista non ti farebbe onore, ma potrebbe spiegare perchè 2 anni fa ce l’avesse con te. Oggi afferma di essere stato ripetutamente assolto, non condannato. A chi credere? E’ forse possibile reperire i precedenti penali che in altri blog gli attribuisci? Poichè essendo sentenza dovrebbero essere pubbliche.

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