CALEARO, CHI ERA COSTUI ?


L’inserimento nella lista del PD del “falco” della Confindustria Massimo Calearo, Presidente della Federmeccanica, scopre la “vera” natura del nuovo Partito di Veltroni e cioé di una organizzazione politica che vuole essere rappresentata nel Parlamento italiano anche da personaggi come questo: arrogante come buona parte dei rappresentanti del capitalismo italiano, uomo di estrema destra e non lo nasconde, che ha criticato recentemente a Ballarò quel poco di buono che é riuscito a fare il Governo Prodi come, ad esempio, il recupero di parte dell’evasione fiscale e che si vanta “di non avere mai votato se non a destra” e dunque per l’ex Casa delle Libertà di Fini e Berlusconi. Ma per avere una idea più precisa di questo personaggio, arruolato da Veltroni e compagnia, sintetizziamo un articolo pubblicato su LIBERAZIONE del 4 marzo. Scrive Liberazione: “Massimo Calearo fino a ieri capo della Federmeccanica, l’associazione delle imprese che ha sempre sognato la fine del sindacato. L’imprenditore, il piccolo imprenditorte veneto che ha costretto CGIL, CISL e UIL a dieci mesi di scioperi prima di firmare l’ultimo contratto dei metalmeccanici, l’uomo che nel “parlamentino” di viale dell’Astronomia era descritto come l’esponente della “destra” confindustriale(…). L’imprenditore dalle dichiarate simpatie berlusconiane, che aveva anche deciso di appoggiare la rivolta fiscale suggerita da Bossi, l’imprenditore che appena pochi mesi fa, dalle colonne di uno dei maggiori quotidiani, chiedeva l’intervento della Polizia per “riportare alla ragione” i metalmeccanici che erano costretti ai blocchi stradali per conquistare 100 euro di aumento”. Dunque se questo é Calearo allora appare semplicemnete una candida “colomba” quel giovane Colannino ex Presidente dei giovani industriali che sarà il numero uno in Lombardia e che fa il paio con quel Pietro Ichino proveniente dall’ex PCI e come tanti ex comunisti divenuto furiosamente ANTI. Ichino é uno degli ultimi esemplari di “studioso” che intenderebbe cancellare l’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori che dà libertà di licenziamento agli imprenditori italiani. Appare evidente se dovesse vincere il PD o, di converso, Berlusconi quel che attende il nostro Paese e sopratutto i lavoratori, le classi più deboli, i giovani in cerca di occupazione, i pensionati . Ma il PD non si poteva limitare ad eleggere soltanto i rappresentanti della Confindustria ma voleva altri simboli perché non ci fossero, ad esempio, dubbi di come combattere “l’antimilitarismo della sinistra” che altro non é se non il desiderio della Pace di cui hanno bisogno, oggi, i popoli della terra. E, dunque, hanno messo in lista un generale cioé uno che, per cultura, formazione e mestiere la guerra, se é il caso, non disdegna di farla. Una ultima annotazione: abbiamo appreso che i giovani del PD di Partinico hanno, giustamente, protestato per l’esclusione dalla lista dell’on. Beppe Lumia. A questi giovani vogliamo dire con chiarezza: ma cosa pensavate che il capitalismo italiano, ormai abbondantemente presente nelle liste del vostro Partito e dunque dominante ,ha più interesse a fare veramente la lotta alla mafia piuttosto che garantire “padroni” e guerrafondai?

Toti Costanzo
Segretario del Partito della Rifondazione Comunista di Partinico

Pubblicato il 6 marzo 2008 su Articoli. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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