Basta con la retorica della donna sfigata. 8 marzo, facciamola festa agli uomini!


Come non essere infastidite dall’8 marzo? E’ diventata una festa piena di retorica, di buoni sentimenti e zeppa di tutti quei luoghi comuni che dovremmo eliminare. Invece eccoli lì questi luoghi comuni espressi da destra e da sinistra, sbandierati da coloro che ogni giorno si adoperano per rafforzare il potere di un sesso sull’altro. Molte cose danno fastidio. Per esempio la retorica sulla vittima. Si festeggia la donna, ma a partire dalla certezza che sia una cittadina di serie b che deve essere tutelata, aiutata, supportata. Insomma una minus habens. Fanno parte di questa categoria tutti i discorsi sulla cosiddetta condizione femminile, i dati sulle sciagure che ci cadono sulla testa, le sfighe che riguardano le donne di altri paesi e il fatto che siamo più belle, più buone e anche più intelligenti degli uomini. Si tace invece la cosa più importante: chi fa di tutto per detenere il potere, per esercitarlo e non mollarlo? L’8 marzo (quando non è di lotta) serve a amplificare il silenzio sulle responsabilità degli uomini, sulla condizione maschile, sulle loro fortune che durano da millenni. Sono loro il problema, non noi. E se gli facessimo una bella festa?
Angela Azzaro
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Pubblicato il 8 marzo 2008 su Rassegna stampa. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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