VELTRONI E LA LOTTA DI CLASSE


RIPORTIAMO DAL NOSTRO QUOTIDIANO “Liberazione ” UNA SIGNIFICATIVA QUANTO ILLUMINANTE DICHIARAZIONE PRONUNCIATA IERI A VERONA DAL SEGRETARIO DEL PD , WALTER VELTRONI ACCOMPAGNATA DA UN NOSTRO BREVE COMMENTO:
“Bisogna non conoscere l’Italia per invocare la lotta di classe. Divento pazzo quando ancora li sento parlare di lotta di classe contro i padroni .Chi sono oggi i padroni di cui parlano? Ci sono milioni di persone, di piccoli e medi imprenditori che spesso sono ex operai diventati artigiani.Noi crediamo che l’Italia debba fare un patto tra produttori sia per la crescita,sia per combattere la disuguaglianza sociale”
La frase é molto simile a quella pronunciata centinaia di volte da Gianfranco Fini-nelle assemblee degli artigianio dei piccoli imprenditori- e con la quale spesso abbiamo polemizzato.Abbiamo tentato tante volte di spiegare a Fini che GRANDE IMPRESA e ARTIGIANATO non sono la stessa cosa. Fini da questo orecchio non ci sente.Con Veltroni non vogliamo polemizzare,vogliamo solo AIUTARLO a capire,fornirgli alcuni elementi di conoscenza, anche molto semplici,in modo da evitare MOMENTI DI FOLLIA che potrebbero rovinare la campagna elettorale.
Questo ,l’articolo di Liberazione.
Che dire? Restiamo sconcertati dai processi involutivi politico-culturale del Segretario del PD il quale, da ex comunista, dovrebbe sapere alcune cose elementari :1) che la “lotta” ,ancora ad oggi, é il solo strumento di cui dispongono i lavoratori per far valere ,NEI CONFRONTI DEI “PADRONI” PUBBLICI O PRIVATI ,le loro ragioni che spesso altro non sono se non la richiesta di incrementare salari e stipendi con qualche lira in più ;2)che la “classe” altro non é se non l’elemento di identificazione di categorie sociali che esistono fino a quando in una Società esisteranno gli squilibri economici,sociali, culturali.In una parola fino a quando ,per esempio, esisteranno ancora le “categorie” dei poveri e quelle dei ricchi;3)agli artigiani piccoli o medi guarda con attenzione anche la Sinistra-L’Arcobaleno, e dunque anche Rifondazione Comunista che sa distiguere la piccola e media impresa, sopratutto artigiana, dalle grandi e complesse imprese capitalistiche. Tanto per semplificare : tra l’impresa di Mimmo Provenzano o la Fiat e la Thyssen Krupp . A Partinico, per esempio, i comunisti nel tempo non solo si sono SEMPRE schierati a difesa degli artigiani ,ovviamente anche quelli del COSAR( nella Giunta che predispose l’atto di concessione al COSAR delle aree di contrada Margi vi era, nel 1999,un Assessore comunista )ma ci si é scontrati contro le sopercherie del governo locale che tutelavano SOCIETA’ FINANZIARIE CHE DI UN “PADRONE” DISPONGONO CON ASSOLUTA CERTEZZA, ma nel 2004 abbiamo contribuito a costruire un consorzio tra artigiani denominato “CONSORZIO ARTIGIANI PARTINICESI” che il Sindaco Giordano prima e poi Motisi CON LE STESSE IDENTICHE RAGIONI hanno impedito che potesse decollare ,negandogli cioé, le aree sempre di contrada Margi.
Dunque in Italia come nel mondo fino a quando ci saranno i poveri sempre più poveri ed i ricchi sempre più tali ci sarà necessità di una salutare lotta tra una classe contro un’altra.A meno che qulcuno ,forte di un governo delle larghe intese e con ministri come Fini, Ciarrapico, Calearo e Ichino, non pensa di stravolgere la nostra Costituzione.
PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA DI PARTINICO

Pubblicato il 18 marzo 2008 su Rassegna stampa. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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