I CATTIVI MAESTRI


Noi pensiamo che non ci siano dubbi sul fatto che la nostra cultura politica appartenga a quanti nel mondo pensano che il tempo non potrà mai impedire all’uomo di “liberarsi delle sue catene”. E’ la storia degli ultimi tre secoli ci dice con chiarezza come i processi di liberazione dal condizionamento “dell’uomo sull’uomo” sia processo ineluttabile e dunque irreversibile. Ciò significa che DISSENTIAMO da quanti sostengono che tutto il mondo si evolve tranne la gente della nostra città. Partinico, per costoro, sarebbe una specie di “oasi”, una “repubblica”, in una parola una “terra persa” per la quale non vale nemmeno la pena di spendere un minuto in più del nostro tempo, della nostra vita. Dicono sempre più in tanti: “é tempu persu!”. Anche noi siamo stati tentati, in alcuni momenti, di fare nostro questo slogan che ci libererebbe definitivamente dall’assumere impegni, lottare per migliorare, far diventare maggioranza le nostre idee, costruire lo sviluppo di una società alla quale apprteniamo e dunque pensare a noi stessi e alle nostre cose. Poi alla momentanea crisi si inseriscono le ragioni forti per cui alcuni decenni or sono siamo diventati “comunisti”, le ragioni per cui abbiamo pensato che il cambiamento é possibile, che la società può essere degli eguali, che non dobbiamo avere paura se nel tempo anche i nostri figli o nipoti possano avere gli occhi a mandorla o il colore scuro della pelle (vero on. Rao?). Quel che conta é se l’uomo vuole vivere in pace, dividersi equamente le risorse che la terra mette ancora a nostra disposizione (fino a quando ?), avere un lavoro per produrre non per pochi ma per TUTTI, essere “padroni” dei saperi, muoverci liberamente in tutte le aree del nostro pianeta senza recare agli altri preoccupazioni e patemi. Dunque il mondo si evolve. E si evolve in alcune parti in maniera rapida e in altre, come nella nostra città, in maniera lenta, inesorabilmente lenta. Per cui ANCORA AD OGGI trovi il giovane padre di famiglia rimasto senza lavoro cadere nelle trappole di chi affitta un cinema per parlare a non più di 30 persone ma che di voti ne avrà sicuramente molti di più, perché ha trovato il modo, violando la dignità dell’uomo in difficoltà quindi non libero, di promettergli un lavoro che non gli darà mai. UNA TECNICA VECCHIA QUANTO IL CUCCO SPERIMENTATA NEI DECENNI PASSATI ED ACCOMPAGNATA DAL CONVINCIMENTO CHE NESSUNO DI NOI HA DIRITTO AL LAVORO PERCHE’ TRATTASI DI BENEVOLE ELARGIZIONE. Ma anche questo passerà. Oppure la madre di famiglia che gira tra amici e parenti “perché ho bisogno di raccogliere 30 voti per quel tale il quale si é impegnato a dare un lavoro a mio figlio”. Ma anche questo passerà anche se un interrogativo sorge spontaneo. Ditemi: ma é questa la società che pensava di ricostruire chi aveva lottato e vinto il fascismo, i giovani morti a vent’anni ed a milioni in ogni parte del mondo, i padri costituenti che volevano la Repubblica fondata sul diritto al lavoro, all’essere curato, a studiare nelle scuole pubbliche e gratuite, ad avere rimossi tutti gli ostacoli che gli si sarebbero parati di davanti la sua vita terrena ? Per cui restiamo sconcertati dal fatto che A DISTANZA DI CIRCA QUARANT’ANNI da altri analoghi avvenimenti, nella nostra città ci possano essere ancora giovani o giovanissimi che, per difendere un personaggio indefinibile, tentano di impedire ad altri giovani come loro, la diffusione di un volantino e la pubblicazione di un manifesto. E piuttosto che raccogliere la sfida delle idee preferiscono usare le mani facendo ricorso non solo ad una violenza verbale comprensibile ma non giustificata, quanto a quella fisica divenenendo, così, protagonisti di situazioni già viste. Situazioni che passano davanti ai nostri occhi come in una sequanza cinematografica. Cattivi maestri, si potrebbe dire, così come sono stati cattivi amministratori, cattivi uomini politici, cattivi padri di famiglia. Tuttavia se questo ancora accade e potrebbe dare il senso di un immobilismo perpetuo, tuttavia bisogna dire che tanta acqua é passata sotto i ponti e tanta ne passerà ancora. Questi personaggi, sicuramente, saranno cancellati dalla storia e di costoro nessuno più si ricorderà. Ma la città non dimenticherà, come non dimentica, chi per essa si é speso e alla evoluzione della sua popolazione ha dato tutta intera la propria vita. E si é trattato di sindacalisti, di uomini politici, di cultura, di Chiesa, a volte anche di gente umile ma carica di passione, buon senso, amore per il prossimo. Di questi la nostra città avrà memoria e a questi, con certezza renderà SEMPRE onore perché rappresentano IL DIVENIRE e non certo “l’immobilismo della morte” come suoleva dire Gigia Cannizzo parlando della città di Partinico. Di quella città quando, allora come in parte anche ora imperversavano personaggi che hanno stigmatizzato con la loro presenza e ruolo politico il peggio di quel che la società merdionale e siciliana in particolare abbia potuto partorire.
Toti Costanzo Segretario del Partito della Rifondazione Comunista di Partinico

Pubblicato il 9 aprile 2008 su Articoli. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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