IL SOGNO AMERICANO HA UN NUOVO NOME: BARACK OBAMA


Una vittoria storica, anche sul piano simbolico. Adesso però si tratta di affrontare i problemi e concretizzare i cambiamenti

di Fabio Amato, responsabile nazionale Esteri Prc

Le elezioni statunitensi del 4 Novembre 2008 passeranno alla storia. Per la prima volta alla Casa Bianca siederà un figlio dell’America che ha origini africane, miste, meticce. Non più un bianco, come tutti coloro che lo hanno preceduto. In questo Obama è la rappresentazione vivente del sogno americano, come ribadito proprio dalle sue prime parole dopo la vittoria. Un mito che stava crollando fuori dai confini del paese a stelle e striscie. Demolito dalla crisi economica e dal fallimento delle guerre di Bush. Infangato dalle menzogne usate e ripetute per alimentare quel clima di paura permanente, di guerra al terrore, su cui si è retta fino a ieri l’egemonia neoconservatrice degli ultimi 8 anni.

Anche McCain infatti ha disperatamente cercato di svincolarsi dall’ingombrante ombra del suo compagno di Partito, GW BUsh. Ma la sua figura di veterano del Vietnam, la sua immagine di reduce anche un po’ su con l’età, il suo messaggio, non avrebbero ridato speranza. Un’eventuale elezione di McCain sarebbe stata, plasticamente, il segnale al mondo di un impero in declino, come oramai viene riconosciuto universalmente. Non poteva essere McCain colui al quale chiedere di ricostruire un’immagine e una politica per il futuro di un paese alle prese con la più grave crisi economica dal ’29 ad oggi ed un declino geopolitico da più parti annunciato.

Gli Stati Uniti avevano quindi un disperato bisogno di una figura come quella di Obama, che potesse rimettere in moto questo mito distrutto dagli otto anni di Bush e dei neoconservatori alla Casa Bianca. Dare nuovo smalto all’arrugginito sogno. Indubbiamente, questo è accaduto.. Ma ora lo aspettano prove difficili. E’ riuscito a costruire una campagna elettorale, prima per le primarie, e poi per le presidenziali, senza precedenti. Non per i programmi, rimasti vaghi e sullo sfondo, ma per la capacità di suscitare aspettative, speranze, partecipazione.

Un vero e proprio movimento che ha portato Obama alla Casa Bianca contro tutti i pronostici alla vigilia della sua sfida. Una vittoria netta e con una partecipazione inedita, che segna una sconfitta giusta e meritata per i repubblicani e per tutto ciò che Bush ha rappresentato in questi anni. I risultati delle presidenziali, come delle elezioni per la Camera e il Senato,  sono un segnale chiarissimo della voglia da parte del popolo americano di cambiamento, del desiderio di voltare pagina dopo la lunga stagione della paura dominata dai neoconservatori.
Siamo felici per questa elezione, cosi importante e significativa dal punto di vista simbolico e politico. Sicuramente è al tramonto la lunga fase dell’egemonia conservatrice e neoliberista,  che ha avuto il suo epilogo nella nefasta e tragica presidenza di Bush junior, non solo per gli states ma per il mondo intero. Passerà anch’essa alla storia. Come la peggiore in assoluto degli Stati Uniti d’america. La domanda da oggi in poi è se e come davvero gli Usa cambieranno, nella politica estera come in quella economica. Ora Obama dovrà rispondere alle aspettative di cambiamento da lui stesso suscitate. Dovrà scegliere.

Ora vedremo, se il cambiamento sarà reale o se rimarrà sulla carta. Su temi come la guerra e la sanità, sulla crisi economica, non basterà la forza simbolica della sua affermazione. Dovrà confrontrarsi con un sistema politico e sociale fondato su potenti lobbies, le stesse che hanno generosamente finanziato anche la sua campagna. Vedremo se sceglierà una via bipartizan, come annunciato, o se darà segnali di discontinuità.  Un posto nella storia se lo è comunque conquistato. Barack Hussein Obama  proverà a ricostruire un ruolo per gli Stati Uniti nel nuovo secolo. Noi speriamo , come Mandela, che lo farà per un mondo nuovo, e non per mantenere i privilegi, le prepotenze e le ingiustizie di quello di oggi.

Roma, 5 Novembre 2008

Pubblicato il 5 novembre 2008 su Articoli. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: