Un intero Paese scende in piazza in difesa della Costituzione


 Ieri dunque, e per tutto il giorno, la protesta contro lo Stato “clerico-fascista” o “degli ayatollah”, a difesa della Costituzione e dei diritti della persona ha riempito le piazze del Paese, e con ottimi risultati, specie a Milano, Torino e Roma. Tra le prime a muoversi, con presidi, volantinaggi e sit-in davanti alle prefetture di mezz’Italia, è stata Rifondazione comunista, all’insegna dello slogan “Contro il gollismo clericale di Berlusconi”. Ma anche i Radicali si sono dati da fare, e dappertutto.

A Torino, i manifestanti si sono dati appuntamenti a piazza Castello: erano tanti, oltre 2mila, si sono ritrovati davanti alla Prefettura per poi andare in corteo davanti la sede Rai, e gridavano tutti “Vergogna Berlusconi!”. Tra di loro il segretario del Prc Paolo Ferrero, il filosofo Gianni Vattimo, il dirigente dei Radicali Silvio Viale, parlamentari del Pd, molti delegati sindacali della Cgil, a partire dalla segretaria regionale Donata Canta, i radicali con le associazioni Aglietta e Concioni, assessori regionali e tanta gente. «Le iniziative del governo – ha detto Ferrero – sono quelle tipiche di uno Stato clerico-fascista, mi auguro che la società civile si ribelli ed impedisca questa deriva». A Milano, dopo il riuscito presidio organizzato dal Prc davanti la Prefettura l’altro ieri, è stata ancora una giornata intensa: lungo presidio in piazza San Babila organizzato da molte forze e partiti della sinistra, poi corteo composto ma pieno di rabbia fino alla Prefettura di corso Monforte, dove una delegazione dei manifestanti è salita dal Prefetto, mentre il resto delle centinaia di persone continuano a presidiare l’entrata della Prefettura. Tra gli slogan più urlati contro il Governo: “fascisti “, “vergogna”, “golpisti”, “rispettate la Costituzione”. A Napoli, un centinaio di aderenti a Prc, Partito Radicale e al collettivo Red Link hanno effettuato un presidio davanti alla prefettura di Napoli in contemporanea con l’arrivo del presidente Giorgio Napolitano al teatro San Carlo, alla cui vista i passanti gridavano con forza “W la Costituzione!”.
E mentre su Facebook già più di diecimila messaggi sono stati inviati al Capo dello Stato per dire no al decreto ed esprimere solidarietà a lui, è stato proprio il social network di Internet a permettere il migliore tam-tam per far conoscere luoghi e appelli delle tante manifestazioni, come quella che si è tenuta a partire dalle 17, davanti alla Prefettura di Palermo, presidio promosso dalla Cgil in difesa della laicità dello Stato. Sempre in Sicilia, un altro presidio, ma in mattinata, si è svolto a Catania, organizzato dai Comunisti italiani e da Rifondazione comunista, sempre davanti alla prefettura. Il Pd si è mobilitato a Bologna (dove Veltroni ha partecipato a un confronto con sindaci e amministratori locali del Pd, che si è aperto con un lungo applauso a Napolitano), ma anche a Genova, La Spezia e Firenze. E un buon colpo lo ha battuto proprio il Pd di Genova. In quasi un migliaio sono scesi in piazza, nonostante il maltempo, ieri mattina con un presidio davanti alla locale Prefettura “Per difendere il presidente della Repubblica, la Costituzione e la democrazia”. In piazza, oltre al Pd, tutte le varie anime della sinistra, dall’associazionismo al sindacato ai partiti. Ma non si finisce certo con oggi. Rifondazione bolognese sarà presente e aderirà a tutte le iniziative dei prossimi giorni, a partire dal sit in di lunedì 9 febbraio promosso dalla Cgil in piazza Roosevelt mentre in Toscana sempre lunedì prossimo, a partire dalle 18, si terranno presidi sotto tutte le prefetture delle città della Toscana, iniziativa partita dall’appello lanciato da Arci e Cgil Toscana.

Pubblicato il 8 febbraio 2009 su Rassegna stampa. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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