Esposto-denuncia: “Amianto alla scuola Cap. Polizzi”


AL DIRETTORE DEL DISTRETTO SANITARIO N.7  DOTT.LUIGI LOGIUDICE

EX ASL N.6

e p.c.:

– ALL’ASSESSORE REGIONALE ALLA SANITA’

-AL SINDACO DI PARTINICO

ESPOSTO

Come è a Sua conoscenza la legislazione in materia di tutela sanitaria per quel che riguarda l’uso dell’amianto specie nei pubblici edifici è normata dalla Legge n.257 del 27.3.1992 che all’articolo 12 comma 1 cosi’ recita:” Le USL effettuano analisi dei limiti di concentrazione di cui all’art. 10 comma 2 lettera “L”. E l’articolo 10 comma 2 lettera “ L dice che è compito delle USL ” Il censimento degli edifici nei quali siano presenti materiali o prodotti contenenti amianto libero o in matrice friabile con priorità per gli edifici pubblici,PER I LOCALI APERTI AL PUBBLICO O DI UTILIZZAZIONE COLLETTIVA…”. Ora, sempre l’articolo 12 comma 5 recita che “Presso le USL è istituito un registro nel quale è indicata la localizzazione dell’amianto fioccato o di matrice friabile presenti negli edifici “ .

Alla luce di quanto sopra il Partito della Rifondazione Comunista di Partinico informa la S.V., per gli eventuali , dovuti provvedimenti di legge ,che la copertura del plesso scolastico denominato “Capitano Polizzi” e sito in Partinico Largo “Poetessa Bonura” ,a quanto oggi appreso, sarebbe di materiale che rientra tra quelli relativi ai provvedimenti della legge 257 .Per tale ragione si chiede una verifica al fine di conoscere le condizioni in cui si trova l’Istituto e se esistono i presupposti per la eliminazione del materiale in altre epoche utilizzato quale copertura dell’edificio scolastico.

PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA

CIRCOLO “Peppino Impastato” di Partinico

Partinico 3 settembre 2009

Pubblicato il 3 settembre 2009 su Documenti. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 1 Commento.

  1. Scusate la mia intrusione, premettendo che non appartengo a nessun partito politico e che ho stima del Prof. Costanzo, ma leggendo la Vostra denuncia inerente la copertura in eternit (cemento – amianto) della Scuola “Capitano Polizzi” noto, a malincuore che c’e’ una cattiva informazione sulla materia “amianto”.

    Tutto ciò che è stato scritto sulla Legge n° 257/92 è veritiero, ma vorrei precisare che la copertura in cemento – amianto (Eternit è il nome commerciale della ditta che lo produceva) è in matrice compatta; inoltre mi preme precisare che nelle lastre vi è la presenza di amianto (Crisotilo) in una percentuale variabile tra il 10% e il 15%.

    La Legge n° 257/92 ha leggiferato sull’estrazione, l’importazione, la lavorazione, l’utilizzazione, la commercializzazione, il trattamento e lo smaltimento dell’amianto, ma non impone alcun obbligo di rimozione “tout court” dei materiali contenenti amianto, in specialmodo lastre di eternit o dei serbatoi.

    Infatti nelle lastre piane o ondulate in cemento-amianto, utilizzate per copertura in edilizia, l’amianto è inglobato in una matrice non friabile, che, quando è in buono stato di conservazione, impedisce il rilascio spontaneo di fibre.

    Dopo anni dall’installazione tuttavia, le coperture subiscono un deterioramento per azione delle piogge acide, degli sbalzi termici, dell’erosione eolica e di organismi vegetali, che determinano corrosioni superficiali con affioramento delle fibre e conseguente liberazione di queste in aria.

    Nelle coperture la liberazione di fibre avviene facilmente in corrispondenza di rotture delle lastre e di aree dove la matrice cementizia è corrosa.

    Al fine di verificare lo stato di conservazione del cemento – amianto possono essere utilizzati piu’ metodi, quali: il Versar, il Ferris, l’E.P.A., o i metodi utilizzati nelle Regioni Lombardia, Emilia Romagna, Basilicata, dove principalmente vengono attenzionati i parametri della friabilità, delle condizioni della superficie, dell’integrità della matrice, dei trattamenti protettivi della superficie della copertura, dello sviluppo di muffe e/o licheni, vicinanza ad elementi soggetti a manutenzione, alle potenzialità di contatto e a molti altri parametri.

    Pur tuttavia, se le lastre non versano in cattive condizioni, così come previsto dal D.M. 06 settembre 1994, possono subire un trattamento di incapsulamento (trattamento dell’amianto con prodotti penetranti o ricoprenti ), confinamento (consiste nell’installazione di una barriera a tenuta ); in ultimo si applica la rimozione delle lastre che può essere effettuata solo da personale dipendente (opportunamente formato con corsi specifici) da ditte specializzate nello smontaggio e smaltimento dell’amianto o materiale contenente amianto.

    Tornando al caso specifico, credo che la parte inferiore della copertura sia controsoffittata e quindi non dovrebbe esserci alcun pericolo di fibre aerodisperse all’interno delle scuola, mentre se qualche fibra potrebbe essere dispersa sarebbe all’esterno, dove, da decenni, ne vagano una marea; infatti bisogna ricordare che per anni abbiamo convissuto con l’amianto friabile derivante dalle coibentazioni di tubi di riscaldamento delle case, delle navi, dei treni, come isolante termico nelle centrali termiche nei frigoriferi.

    L’amianto inoltre veniva impiegato nelle funi delle navi, nelle corde, nelle guaine, nei cartoni, nei tessuti (tute ignifughe, coperte spegnifiamma e tende per il contenimento del calore dei forni a tunnel, materassi con l’esterno in tessuto e l’interno in fibra grezza, per coibentazione grandi caldaie a vapore delle vecchie navi, sipari da teatro), nelle guarnizioni, negli intonaci come amianto floccato (sotto questa forma gli intonaci acquistavano particolari proprietà fonoassorbenti e di resistenza al fuoco).

    Per quanto riguarda il censimento degli edifici nei quali siano presenti materiali o prodotti contenenti amianto libero o in matrice friabile, oltre che dalla Legge n° 257/92, è stato ribadito dal D.P.R. 8 agosto 1994 ed in specialmodo dal Decreto Presidenziale Regione Siciliana del 27 Dicembre 1995, da ciò si evince che la vecchia amministrazione di quel tempo, non so quale era al governo della città, doveva premurarsi di autodenunciare lalla Regione la presenza del M.C.A. in matrice friabile.

    Al fine di verificare se all’interno della Scuola possano esser presenti fibre di amianto aerodisperse potrebbe esser utile far effettuare per misurarne la concentrazione mediante idonea strumentazione quale l’uso della microscopia elettronica in scansione (SEM).

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