Preso il boss Raccuglia numero 2 di Cosa nostra


PALERMO – La polizia di Stato ha arrestato, nel Trapanese, il boss Domenico Raccuglia, originario di Altofonte (Palermo), ricercato da 15 anni.
Il capomafia Raccuglia, conosciuto come “il veterinario” è un ex delfino del boss di San
Giuseppe Jato, oggi pentito, Giovanni Brusca ed è stato già condannato a tre ergastoli (uno per l’omicidio del piccolo Giuseppe Di Matteo), a 20 anni di reclusione per tentativo di omicidio e ad altre pene per associazione mafiosa.
Durante la sua latitanza, nonostante i servizi di osservazione disposti nei confronti della moglie, Raccuglia è riuscito a diventare padre per la seconda volta. Il boss era considerato uno degli aspiranti al vertice della mafia palermitana essendo il capo incontrastato delle cosche a Partinico grosso centro fra Palermo e Trapani.
Il boss, fermato dalla sezione catturandi della mobile di Palermo guidata da Mario Bignone, si nascondeva in un appartamento di via del Cabbasino, alla periferia di Calatafimi (Trapani). Al momento dell’irruzione degli agenti era solo. Il capomafia ha tentato di fuggire dal terrazzo, ma è stato bloccato dai poliziotti che avevano circondato tutto l’edificio. Nell’abitazione, che sarebbe stato il suo covo da qualche giorno, sono state trovate diverse pistole. Il boss è stato portato in questura, a Palermo.
Nel covo di Raccuglia la polizia ha sequestrato, oltre a due pistole, documenti, pizzini e materiale che gli inquirenti definiscono “molto importante”. Nell’abitazione c’era anche denaro. Il latitante prima di tentare la fuga ha gettato dal quarto piano dell’immobile dove si nascondeva un sacco pieno di documenti e pizzini raccolto dagli agenti della mobile palermitana che avevano circondato l’edificio.
Il questore di Palermo, Alessandro Marangoni, in una conferenza stampa per spiegare i particolari della cattura del boss, ha detto: “È un grande successo, non solo della polizia ma di tutte le istituzioni”. Il questore ha definito “chirurgica” l’indagine che ha portato all’arresto del latitante e che è durata due anni.
La polizia ha arrestato per favoreggiamento Benedetto Calamusa, 44 anni, e la moglie Antonia Soresi, di 38, entrambi senza precedenti penali, proprietari dell’abitazione dove si nascondeva il boss. I poliziotti indagano per scoprire quali fossero i rapporti tra il mafioso e i due coniugi.

Pubblicato il 16 novembre 2009 su Articoli. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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