Lombardo e la catastrofe sociale della Sicilia


Luca Cangemi* (articolo tratto da Liberazione del 23/09/2010)
E' nato il nuovo governo Lombardo. E' il quarto dalla primavera del 2008, da quando il blocco di centrodestra vinse le elezioni ed elesse il fondatore del Mpa, erede,  allora riconosciuto, di Cuffaro, costretto alle dimissioni dopo la condanna per mafia.Qual è il filo conduttore di una vita politica e istituzionale in Sicilia che in questi due anni ha raggiunto livelli di confusione e degrado difficilmente descrivibili?Il filo logico di questa guerra per bande continua, in cui alleanze, partiti e gruppi parlamentari si spaccano e si riaggregano con cadenza quotidiana, è il tentativo di ristrutturare il sistema di potere su nuovi equilibri. Tentativo complesso in una fase in cui i margini di mediazione (affaristica ma anche di costruzione del consenso sociale tradizionale) sono resi più ristretti dalla scarsezza di risorse e i rapporti centro-periferia sono profondamente cambiati e sono influenzati dalla crisi del berlusconismo. Lombardo ha operato una colonizzazione massiccia degli apparati regionali (dalle sovrintendenze ai parchi a ogni società regionale) con uomini a lui fedeli e intessuto nuovi legami con i poteri economici a partire da Confindustria, direttamente rappresentata in giunta.La gran parte del Pd è ormai da tempo avvolto nella ragnatela del governatore, il nuovo governo è un altro passo sulla via di una subalternità sempre più grave.Questo accade in una Sicilia che vive un'autentica catastrofe sociale e civile. Avanzano i processi di desertificazione dell'apparato industriale (da Termini Imerese a Gela), la scuola e l'università vivono un dramma, episodi quotidiani mostrano una sanità infeudata e imbarbarita.L'intreccio mafia-politica-affari mostra sempre più il suo potere condizionante, le inchieste toccano non solo i vertici politici, ma persino i settori della cosiddetta "green economy". Dentro questa situazione degradata si manifesta però un'importante capacità di lotta nella società: la resistenza operaia nelle mille vertenze è notevole, le lotte dei precari della scuola hanno attraversato l'isola fino a bloccare lo stretto, il movimento per l'acqua pubblica ha raggiunto risultati straordinari, il 2 ottobre si prepara una grande manifestazione contro il ponte.Questa capacità di lotta deve essere il punto di riferimento per un'azione unitaria delle forze che hanno sviluppato una critica di fondo al quadro politico dominante. Lo scioglimento di un'assemblea regionale ormai completamente delegittimata non può che essere l'obiettivo immediato.

*segretario regionale Sicilia

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Pubblicato il 23 settembre 2010 su PRC, Rassegna stampa. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 1 Commento.

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