Dopo Ponteranica, pratiche di antimafia sociale da nord a sud, tra Partinico e la Brianza


Il 12 settembre scorso Liberazione ha ospitato un articolo di Daniele Nalbone che lanciava l’allarme sulla questione della nascita di un megacentro commerciale in contrada Margi nel comune di Partinico. La società di copertura per questa speculazione immobiliare (null’altro sono i centri, più o meno mega) secondo i compagni di Partinico dovrebbe stare ad Agrate Brianza.
Poiché il circolo di Rifondazione a Partinico è intitolato a Peppino Impastato e pure quello di Monza lo è, diveniva naturale raccogliere l’appello e darsi da fare. Così abbiamo fatto.
Ed effettivamente ad Agrate Brianza, nel megacentro direzionale Colleoni, c’è una piccolo ufficio di Policentro Daunia Spa con sede legale a Partinico. Questa badcompany dovrebbe attuare lo scempio in terra siciliana. Ma c’è di più: le attività di Policentro presso le Camere di Commercio di Monza e Milano risultano cessate e rimane attiva questa “unità locale” ad Agrate. Invece per la Camera di Commercio di Palermo Policentro Daunia Spa è attiva ed ha depositato un bilancio nel maggio 2010. Sotto questa Policentro Spa, con un capitale sociale depositato di 10 milioni di euro, si celano Medarea Srl, Dedalo Consulting che risulterebbe in liquidazione, Policentro partecipazioni Spa, Consorzio Parthenia, con soggetti che hanno residenze improbabili fra Triuggio in provincia di Monza e Brianza, Chiesa Valmalenco in Valtellina, Sesto San Giovanni alle porte di Milano passando per Bruxelles per arrivare ad un cittadino americano, di origini lettoni, a Manhattan.
Questo è il verminaio nel quale sta crescendo e si sta sviluppando l’alieno affare in quel di Margi.
Alle compagne e compagni di Partinico vogliamo confermare che i centri commerciali servono solo a chi li costruisce. Noi qui al nord ne siamo devastati. Sono come dei tumori che stanno devastando il tessuto commerciale e mercatale in tutta la Lombardia. Scatoloni di cemento armato che rubano territorio, producono traffico ed inquinamento e non portano lavoro; e quel poco è precario e sottopagato.
L’unica funzione dei centri commerciali, se così si può dire, è quella che gli anziani d’estate trovano il fresco dell’aria condizionata e i branchi di ragazzini che si divertono su e giù per le scale mobili. Ma per dare questi servizi non c’è bisogno di seviziare l’ambiente, distruggere il tessuto del commercio locale e permettere una operazione economica di dubbia trasparenza.
Così, in una sorta di gemellaggio nord-sud, proprio domenica scorsa c’è stata una grande manifestazione, promossa dal Comitato No Pam, contro la costruzione dell’ennesimo centro commerciale fra Desio e Muggiò. Tanta gente ha occupato pacificamente l’area sulla quale dovrebbe sorgere l’ennesima cattedrale al consumismo; per dire no al centro commerciale Pam Antares e basta con l’erosione del territorio brianzolo già compromesso da anni di edificazione selvaggia.
Pensiamo che così facendo, nord e sud uniti nella lotta alle mafie, si possa dare una speranza a tutti quelli che stanno lottando per la difesa dell’ambiente, della legalità e la democrazia.
Con le idee e il coraggio di Peppino noi continuiamo!

*segretario circolo “Peppino Impastato” Monza

 

Pubblicato il 25 ottobre 2010 su Articoli, Rassegna stampa. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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