La distilleria Bertolino ritorna a “fumare”


Partinico 28 agosto – L’avevamo dovuta sopportare fino ad aprile, quando una puzza più nauseabonda del solito aveva per due settimane oppresso l’aria di Partinico, e quando l’ARPA, che per definizione dovrebbe essere l’agenzia regionale per la Protezione dell’Ambiente (nel caso di Partinico e della distilleria Bertolino il condizionale è d’obbligo), delirava nel dare le risposte ai malumori della cittadinanza. Dichiarava infatti che la situazione era assolutamente normale e affermava, in ogni caso, la propria impotenza ad intervenire perché, per constatare la presenza della puzza a Partinico, c’era la necessità di posizionare dei “nasi elettronici” o di spedire in città un gruppo di “esaminatori umani addestrati”. Motivazione che fanno ridere persino un bambino.

In data odierna, la canna fumaria della distilleria Bertolino ha ripreso ad emettere le nubi ormai note alla città. Senza che nessuna istituzione, il Comune o gli altri enti competenti in materia ambientale, imponga l’installazione di meccanismi di deodorazione più efficaci al gruppo industriale che da decenni a Partinico agisce in assoluta libertà.

D’altronde, noi lo avevamo detto. Prima di costruire il nuovo mega impianto industriale nelle contrade Bosco e Sant’Anna (in virtù dell’accordo con l’amministrazione che stava quasi per regalare l’intera città all’azienda Bertolino), la distilleria rimarrà in funzione ancora per diversi anni. E si sta verificando quello che temevamo di più: oltre all’assenza di vincoli e garanzie per i cittadini riguardo al presunto nuovo impianto, l’assenza di controlli sull’attuale industria. Una sorta di sentito ringraziamento da parte dell’amministrazione (e degli altri organi che hanno sempre avuto paura di avere a che fare con la signora Bertolino).

Ricapitoliamo. La distilleria si è fatta promettere mari e monti dall’attuale amministrazione (e magari ne diventerà anche lo sponsor elettorale) per un percorso di dismissione e nuova costruzione ancora tutto da verificare. Nel frattempo, per ora e per i prossimi anni, può lavorare in assoluta tranquillità in misura maggiore rispetto al passato perché l’amministrazione si sente quasi in debito nei suoi confronti. Degli altri enti controllori, come l’ARPA, non si hanno né si avranno notizie.

E, come al solito, a vigilare sull’industria ci saranno “i soliti quattro comunisti, reazionari e conservatori, pazzi e mal pensanti”.

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Pubblicato il 28 agosto 2012 su comunicati stampa. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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