S.O.S. PER UN VOTO LIBERO, CONTRO IL VOTO DI SCAMBIO E L’ABUSO D’UFFICIO


Siamo indignati. Anche quest’ultima campagna elettorale, come le precedenti, è stata caratterizzata troppo spesso da squallidi meccanismi clientelari, da promesse e ricatti che fanno leva sullo stato di bisogno e necessità delle persone in difficoltà.

C’è chi pretende il voto (controllato) dal proprio dipendente pena il licenziamento in tronco.

C’è chi convoca in improvvisate riunioni corsisti e/o lavoratori per dire ai primi che se vogliono avere speranza di lavorare bisogna votare Tizio o Caio e ai secondi di stare attenti a chi sostengono se quel lavoro, spesso persino umiliante, vogliono comunque tenerselo stretto.

C’è chi ha il coraggio di promettere posti in cooperative, società, addirittura enti locali.

C’è chi arriva persino ad abusare della propria posizione istituzionale per mettere in atto sistemi di pressioni allucinanti per cui al voto corrisponde l’adempimento dell’ente ad un servizio che in realtà è diritto: lo fanno a danno di persone che vivono ai limiti della fame.

C’è chi i voti se li compra addirittura, promettendo pagamenti a chi si offre come rappresentante di lista per presidiare i seggi nello scrutinio del 10 giugno.

C’è chi arriva a Partinico dal nord, in occasione di ogni campagna elettorale, promettendo migliaia di posti di lavoro in realtà inesistenti.

C’è chi mette elementi malamente interpretabili addirittura negli spot elettorali.

 Tutti sanno tutto, ma nessuno ha finora avuto il coraggio di dire basta.

 Noi vogliamo farlo, con la consapevolezza che, malgrado appunto a Partinico si sappia bene come funzionino le cose, ciò che stiamo dicendo è molto grave perché stiamo scrivendo nero su bianco che, in parte, il voto partinicese è manipolato da strumenti vili e inconcepibili.

 Quando si parla di ricatti è sempre difficile riuscire a certificare quel che si afferma: si entra in un una rete di paura, omertà, rischi, a volte speranze che è difficile rompere. Per questo il nostro è un vero e proprio S.O.S., una denuncia che invoca controlli e giustizia.

 Ci rivolgiamo alle forze dell’ordine, dalla Polizia Municipale ai Carabinieri, dalla Guardia di Finanza alla Polizia di Stato affinché avviino dei controlli, presidino (nei limiti del possibile) gli uffici pubblici dove potrebbero verificarsi episodi di questo genere, chiedendo conto e ragione di improvvise convocazioni che altro non sono se non improvvisati comizi elettorali cui si è obbligati ad assistere, oltre che rispondere…

 Per quel che ci riguarda, proveremo a rendere queste segnalazioni delle denunce. E vigileremo da cittadini indignati da questo modo di far politica.

 A costoro, elementi deviati della politica, diciamo di stare attenti: le loro malefatte non passeranno sempre sotto silenzio. Arriverà il tempo della giustizia e della legalità, parola abusata e violentata troppo stesso addirittura dagli stessi personaggi.

Pubblicato il 5 giugno 2013 su Elezioni, Elezioni comunali 2013. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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