Intervento del consigliere Ricupati sull’elezione del Presidente del Consiglio Comunale


gianluca ricupatiSig. Presidente, colleghi consiglieri,

la votazione di questa prima seduta sarà fondamentale per la vita futura di questa assise civica. Il consiglio comunale determina e controlla l’indirizzo politico-amministrativo del Comune, ma altro non è soprattutto un luogo in cui 30 cittadini che ne rappresentano 30000 mila si confrontano e discutono del futuro del paese in cui vivono.

Quello del Presidente dunque è un ruolo importante, chi sarà eletto avrà l’onore e l’onere di rappresentare con la sua voce, con la sua direzione, quei 30 cittadini qui presenti e, di conseguenza, quei 30000 partinicesi che determinano le sorti elettorali degli organigrammi comunali.

Quindi, il Presidente, a prescindere dai voti che determineranno la sua scelta, è il consigliere scelto per rappresentare tutti:

il testo unico degli enti locali, la giurisprudenza, il nostro statuto e il regolamento cui ognuno di noi deve attenersi recitano infatti che:

“Il presidente organo interno comunale rappresenta il Consiglio Comunale, ne dispone la sua convocazione, dirige e assicura il buon andamento dei suoi lavori facendo osservare il regolamento”. E ancora “Il Presidente del consiglio comunale assicura un’adeguata e preventiva informazione ai gruppi consiliari e ai singoli consiglieri sulle questioni sottoposte al Consiglio”.

Un ruolo delicato, da primus inter pares, da membro imparziale, terzo, neutro rispetto agli organi di governo, al sindaco e alla giunta, a prescindere che provenga dalla maggioranza o dalla minoranza.

Questa premessa è d’obbligo, necessaria perché quella di oggi è la prima di una lunga serie di responsabilità che ognuno di noi deve prendersi in questi 5 anni.

Oggi potremo decidere se il Consiglio Comunale è un organo a servizio di una parte politica, è una delle cause della dilagante anti-politica perché chiuso a riccio su se stesso a tal punto da essere, alla lunga, disertato da tutti i cittadini di Partinico, come lo è stato negli ultimi anni…

oppure se questo è un luogo di apertura, di confronto, di scontro se necessario, ma pur sempre nel perseguire l’unico obiettivo di tutelare e rappresentare gli interessi dei cittadini di Partinico.

Per noi, se questi scranni vogliono recuperare il terreno perso in questi anni, nulla dovrà essere come prima. Un Presidente del consiglio deve guidare questa operazione di riavvicinamento della cittadinanza all’Istituzione Comune e questo può farlo aprendosi alla città, onorando il lungo Titolo VI del nostro Statuto, che consta di ben 12 articoli, e che sancisce gli “strumenti di partecipazione, consultazione e accesso” nella vita politica e amministrativa della città.

Noi vogliamo che questo spazio non debba essere inseguito dalla città e dalle sue realtà aggregative, ma che sia esso stesso viceversa ad inseguirle: immaginiamo un organo che non tema di lanciare sedute aperte straordinarie sui problemi principali che attanagliano la città, volendo dare la parola ai suoi cittadini.

Immaginiamo un organo consiliare che convochi, ascolti, valuti, valorizzi quei pochi strumenti consultivi che attualmente sono ancora in vita nel nostro comune (dalla consulta giovanile a quella dello sport) e a quei tanti che spero contribuiremo a far nascere.

Immaginiamo un organo consiliare che convochi le realtà sociali, commerciali, sindacali che operano nel nostro territorio.

Immaginiamo un organo consiliare in cui si elabori davvero la linfa vitale del governo della città e non che non sia trasformato in luogo di recepimento passivo delle scelte imposte da poche persone.

In questi anni, da cittadino che stava dall’altra parte della barricata, ho avuto modo di verificare che questo organo consiliare che noi immaginiamo oggi non è esistito negli ultimi 5 anni. Pochissime orecchie ad ascoltarsi reciprocamente, ancora meno nell’ascoltare chi non sedeva tra questi banchi.

Non possiamo quindi fare appello alla continuità, ma all’opposto dobbiamo chiedere a voi tutti un gesto di discontinuità. Ridurre la politica ad una mera questione di numeri, di mani alzate, è mortificante. Quindi le nostre parole sono argomentazioni politiche, non calcoli sui numeri della maggioranza o della minoranza.

Probabilmente i “giochi” (un termine spiacevole, ma all’esterno così appaiono) sono già chiusi, forse lo sono da giorni, se non da settimane. E se così non è, non perché la scelta è stata mossa da difficili riflessioni pre-voto, ma perché bisognava spartire tutto con estrema ponderatezza per evitare che la macchina “maggioranza” si sfasciasse ancora prima di partire.

Ma questi giochi già pronti e conclusi non fanno che male alla nostra città. Abbiamo tanto sentito parlare di pacificazione: uno slogan efficace e di facile presa sull’opinione pubblica. Ma c’è un limite all’efficacia di una frase di propaganda, ossia quando gli atti smentiscono le parole. Oggi, se davvero si vuole pacificare questa città, si dia la possibilità di scegliere un Presidente che sia Presidente di tutti e non di una parte, che sia vicino alla gente e non chiuso tra quattro mura in questa casa comunale.

Partinico 09/07/2013

Gianluca Ricupati

Pubblicato il 9 luglio 2013 su consiglio comunale. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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