Risposta alle dichiarazioni di D’amico sul GdS del 12 settembre


Abbiamo umana comprensione e considerazione per la contraddizione che vive l’assessore D’Amico nel tentare di giustificare ciò che risulta politicamente, oltre che moralmente, ingiustificabile: l’assunzione, seppur temporanea, del figlio da parte della industriale della distillazione condannata in maniera definitiva per inquinamento e in attuali rapporti di interesse col Comune, più specificatamente con i settori che sono stati e sono di competenza di D’Amico. In particolare quello alle ATTIVITA’ PRODUTTIVE E L’ATTUALE ALLA POLIZIA MUNICIPALE.

 In questa veste D’Amico, insieme al Sindaco, ha definito una convenzione con l’industriale delle vinacce per una scandalosa, quanto per costei vantaggiosa, operazione economica che noi abbiamo contrastato e sulla quale, insieme ad altre forze, abbiamo debitamente informato la cittadinanza. Oggi dovrebbe controllare, attraverso il Corpo della Polizia Municipale, l’attività dell’industriale che continua a distillare, a fumare, a puzzare.

Tuttavia, avendone umana compassione, riteniamo superfluo procedere con una querela nei suoi confronti soprattutto per quel che ha irresponsabilmente dichiarato ieri 12 settembre al Giornale di Sicilia.

In quella dichiarazione, in sintesi, D’Amico adombra possibili favorevoli interventi a protezione degli interessi dell’industriale delle vinacce da parte del nostro Partito quando questo con i suoi esponenti è stato al governo della città. Il fatto è che sia nel 1999 che nel 2005, ma ancor prima nel 1992, gli assessori comunisti Costanzo e Tranchina non ebbero mai la delega alla Polizia Municipale o alle Attività produttive, i due settori strategici nei rapporti con le industrie e le loro attività. Al contrario a guidare per tanti anni quel Corpo e il citato settore delle Attività produttive espletando il suo compito in maniera sicuramente competente e al di sopra di ogni sospetto, fu un esponente di prestigio del Movimento degli Artigiani per Partitico di cui Vito D’Amico risulta ancora ad oggi parte integrante ed elemento di rilievo.

All’assessore in questione ci permettiamo dare un affettuoso consiglio: se non intende lasciare l’assessorato lasci, quantomeno per decoro, la delega alla P.M. e sulla vicenda stenda un pietoso velo. Gliene potrebbe derivare un sicuro vantaggio personale, politico ed anche morale.

PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA

Circolo “Peppino Impastato” di Partinico 

Pubblicato il 13 settembre 2013 su comunicati stampa. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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