Discussione Srr: intervento di Gianluca Ricupati in consiglio comunale


Sig. presidente, colleghi consiglieri,

mi rivolgo soprattutto ai consiglieri di maggioranza, al di là dei toni che utilizzerò e che sono conseguenza del fatto che – come è noto – non condivido l’azione politica di questa amministrazione. Mi rivolgo a voi perché cercherò di fare un approfondimento sulle norme e di riportare in aula un po’ di verità avendo sentito cose errate e false (come quando il Sindaco ha affermato che a Partinico non si è potuto fare l’Aro per una gestione diretta comunale, perché prima si è obbligati a costituire l’Srr – affermazione gravissima perché allora posso ritenere legittimamente che il Sindaco non abbia letto la legge e le relative circolari emanate dall’Assessorato regionale ai Rifiuti).

Io credo che questa seduta di consiglio stia dimostrando il grado elevatissimo di incompetenza e improvvisazione con cui il nostro Comune viene governato e amministrato.

Se volessi illustrare quello che, a mio parere, è il motivo più profondo della situazione disastrosa in cui versano molte parti e molti servizi di questo Ente, potrei dire che noto come probabilmente la classe politica dirigente non abbia ancora capito che per gestire bene un Comune bisogna pensarlo come una famiglia.

Supponiamo che una famiglia ad esempio decida o sia obbligata a cambiar casa il 30 settembre di questo anno. Io chiedo a voi…quando comincereste a cercar nuova dimora? Forse i più precisi addirittura un anno o sei mesi prima? 6 settimane prima? 0 4 giorni prima?

Ecco noi e i 31.000 cittadini di Partinico ci troviamo in una situazione simile.

Quando abbiamo sentito che finalmente si sarebbe posta la parola fine all’esperienza degli Ato che altro non sono stati se non carrozzoni clientelari, fonti di spreco incontrollate con la complicità di chi aveva il dovere di vigilare e non l’ha fatto, preferendo rimanere a guardare per non mancare di rispetto a qualche amico o collega di parte politica perché tanto a pagare erano i cittadini di Partinico, eravamo tutti contenti.

Finalmente – credo che si siano detti tutti – abbiamo l’opportunità di cambiare le cose, di azzerare una situazione disastrosa e ricostruire da capo una gestione.

A dir la verità, questa volontà di cambiare le cose i colleghi che ci hanno preceduto e quelli che sono stati riconfermati l’hanno palesata all’unanimità anche alla fine del 2009 quando opposizione e maggioranza approvarono un atto di indirizzo per l’amministrazione comunale affinché sciogliesse il rapporto con la Società d’ambito e cioè con la Servizi Comunali Integrati.

Questo è bene ricordarlo alla luce del fatto che è l’ennesimo impegno non mantenuto dal riconfermato Sindaco Lo Biundo, il consiglio comunale in quanto organo che può dare degli indirizzi politici meriterebbe delle risposte, ma comunque questo atto fa parte del passato e ci interessa relativamente approfondirlo dato che le recenti leggi ci prefigurano nuove opportunità che interpretano proprio la volontà di quel consiglio comunale.

Quali sono queste leggi? L’ormai famosa legge 9 del 2010 e, soprattutto, le modificazioni introdotte dalla legge 3 del gennaio 2013. Si chiudono gli Ato e nascono le SRR. Ma soprattutto:

Art. 5 comma ter: “i Comuni, in forma singola o associata […], previa redazione di un piano di intervento, con relativo capitolato d’oneri e quadro economico di spesa, […] approvato dall’Assessorato regionale dell’energia e dei servizi di pubblica utilità, possono procedere all’affidamento, all’organizzazione e alla gestione del servizio di spazzamento raccolta e trasporto dei rifiuti. L’assessorato […] deve pronunciarsi entro e non oltre il termine di 60 giorni dalla ricezione del piano di intervento.”

Cioè: la legge consente chiaramente ai Comuni di riprendere in mano la gestione e rivedere di sana pianta il servizio gestendolo con più poteri di quelli avuti finora.

Mentre la legge diceva questo, noi, a causa della manovra meramente pubblicitaria del sindaco Lo Biundo, rimanevamo (e, cosa grave, lo siamo tuttora a 4 giorni dalla scadenza degli ATO) impantanati sulla vicenda “passaggio dalla Srr Palermo Area Metropolitana alla Srr Trapani Nord”. Cioè, una buona volta che ci si dice che la gestione può essere locale e Partinico si può riprendere questo benedetto servizio e gestirselo meglio e con meno spese di come lo si è fatto finora, il sindaco Lo Biundo che fa? Ci blocca dall’anno scorso su una mera formalità… ed è una formalità perché se il servizio ce lo vogliamo gestire noi (e mi sembra che almeno questo dalle confuse dichiarazioni del Sindaco che fa alla stampa – e dovremmo interrogarci sul fatto che forse ne sa più la stampa che i consiglieri comunali, maggioranza compresa), possiamo trovarci pure nella Srr Enna o in quella di Siracusa…poco cambia!

Quindi l’amministrazione Lo Biundo blocca tutto e rimane ferma.

Non si ferma invece il precedente consiglio Comunale di Partinico, attento alle dinamiche legislative regionali, che rendendosi conto immediatamente delle nuove opportunità concesse ai comuni, vota nel marzo 2013 un ordine del giorno, con voti favorevoli anche dei consiglieri Catalano e Campione, che prevede:

  • revoca dell’adesione alla Srr Trapani Nord;
  • gestione diretta del servizio secondo i termini di legge.

Per incoraggiare anche quei sindaci poco intraprendenti, coloro che non riescono proprio ad essere lungimiranti e lavorare pensando al futuro, la Regione emana non una, ma ben due circolari sui rifiuti (circolare 1circolare 2).

Nella seconda, si scrive a chiare lettere, comprensibile anche a chi può avere difficoltà di lettura, che i Comuni, in presenza o assenza di Srr, possono costituire gli Aro e di redarre piani d’intervento da far approvare alla regione. Siamo nel maggio del 2013.

A questo punto cosa ci potevamo aspettare? Che subito il sindaco votasse con la giunta una delibera dando mandato agli Uffici di predisporre il piano di intervento, mandarlo alla regione ed essere pronti a raccogliere la spazzatura da soli a partire dal 1 ottobre 2013.

Invece no! Forse troppo impegnato in campagna elettorale, niente di niente.

Ma cosa avrebbe potuto prevedere questo piano d’intervento? Il piano avrebbe previsto una dettagliata relazione sulle modalità di gestione, un piano economico-finanziario che ci avrebbe detto quanto ci sarebbe venuto a costare, quanti mezzi sarebbero serviti e, soprattutto, lo dico ai lavoratori che ascolteranno tramite tv, si sarebbe messo nero su bianco la salvaguardia di tutti i posti di lavoro certificando che non solo i lavoratori Ato assunti per legge, ma anche gli Interinali si sarebbero assunti per coprire tutta una serie di servizi extra che ne giustifichino l’assunzione.

A loro dico: non fatevi prendere in giro! Alla politica torna utile avere sempre tra le mani le vostre vite, poter dire che se mangiate o non mangiate lo si deve a Tizio o a Caio. Ricordo convocazioni dei lavoratori Ato fatte sulle scale di questo Comune 3 giorni prima delle elezioni regionali per comunicare loro che se avrebbero continuato a lavorare oppure no, lo avrebbe deciso il sindaco. Ma soltanto casualmente si era a 3 giorni dalle elezioni e altrettanto casualmente il sindaco era in piena campagna elettorale. Non fidatevi degli impegni, pretendete gli atti, i documenti, le carte.

Oggi, 26 settembre, non si sa ancora chi concretamente raccoglierà la spazzatura la prossima settimana. Verrà un commissario e gestirà il servizio in emergenza. E un servizio in emergenza non si può programmare: altro che raccolta differenziata, altro che lavaggio dei cassonetti…se si raccoglierà la spazzatura dei cassonetti dovrebbe addirittura dire grazie!

Invece avremmo potuto avere tutto pronto.

Carini ha predisposto nel MARZO 2013 gli atti necessari alla costituzione dell’aro e alla redazione del piano d’intervento, in assenza dell’SRR Palermo Area metropolitana.

Chiusa Sclafani, Bisacquino, Giuliana, Prizzi, Palazzo Adriano si costituiscono in Aro il 22 MAGGIO 2013, in assenza dell’Srr Palermo Ovest.

E tanti altri comuni. Non troppi a dir la verità, tanto che in un’intervista di ieri Marino dice: “abbiamo già dato la possibilità ai sindaci, tramite una mia direttiva, di gestire direttamente i servizi di prossimità prescindendo dalla costituzione delle Srr o dei piani d’ambito, consentendo ai Comuni, in forma singola o associata, di presentare i piani di intervento per gestire in proprio i servizi di prossimità. Ne sono stati fatti circa venti e li abbiamo autorizzati tutti, ma ci aspettavamo di più.”

Termini Imerese il piano d’intervento l’ha redatto e presentato a LUGLIO 2013: è questo, e dice ai loro cittadini quanto costerà il servizio, chi lo farà, quanti mezzi serviranno, quanti dipendenti assorbirà, addirittura quale sarà il loro stipendio.

Ma avete in mente un’idea di gestione? O vi piace vivere nell’emergenza? Avere sempre dei commissari che girano per il Comune vi fa piacere?

Io mi fermo qui, con l’amara consapevolezza che, per l’ennesima volta, abbiamo sprecato un’occasione.

Mi si consenta, infine, un passaggio sulla Aimeri, società che gestisce il servizio dell’attuale Ato Terra dei Fenici: caro sindaco, noi non abbiamo informatori segreti in Procura come lei sostiene, ma ci limitiamo a leggere. Dal Fatto Quotidiano che ha reso note le indagini: “L’inchiesta dell’Arma ipotizza addirittura l’associazione a delinquere e il concorso di 26 persone per commettere truffa ai danni dello stato e poi ancora concussione e corruzione in relazione all’attività nei rifiuti dell’Ato Terra dei Fenici”. Aimeri? No grazie.

Pubblicato il 27 settembre 2013, in Ambiente e beni comuni, consiglio comunale con tag , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 2 commenti.

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