FESTA DI RIFONDAZIONE, TOTI COSTANZO:”DI UN PARTITO DI SINISTRA C’È ANCORA TANTO BISOGNO”


“Di un partito di Sinistra c’è ancora tanto bisogno in questa città”. Toti Costanzo, presidente del Circolo “Peppino Impastato” di Rifondazione comunista, rivendica con orgoglio la sua anima di combattente comunista. “Non sono comunista per bigottismo ideologico, ma per culturale convincimento”, ama ripetere. Domani a “Sinistra in festa – Festa di liberazione”, organizzata dal Partito della Rifondazione Comunista e dal gruppo consiliare Cambiamo Partinico, nell’ex Arena Lo Baido, lui ci sarà, a spiegare le ragioni di un partito di sinistra in una città come Partinico. Quotidiano Locale lo ha incontrato alla vigilia del settimo anno di questa kermesse che aprirà i battenti domani, a partire dalle 10.

Perchè fare “Sinistra in festa” in un contesto sociale e politico come quello partinicese che sembra avere girato le spalle all’idea comunista, malgrado il Partito comunista italiano abbia avuto un significativo ruolo di opposizione in consiglio comunale fino agli anni Novanta?
“Il PCI, fin dalla nascita della Prima Repubbica, è stato a Partinico un forte punto di riferimento per quanti rifiutavano, mafia, sopraffazione, ingiustizie e soperchierie. Ma rimase un partito minoritario, anche sul piano territoriale, rispetto al moderatismo diffuso che ha caratterizzato la storia della nostra città. Minoritario ieri, come lo è ancora oggi. Dunque nulla di nuovo sotto il sole”.

Che significa oggi avere degli ideali comunisti?
“Significa pensare e volere una società che difendendo la nostra Costituzione rispetti i diritti fondamentali degli uomini e delle donne del nostro Paese. Basterebbe solo questo per potersi ancora oggi definire comunisti e veri democratici. Certamente oggi è ancora possibile realizzarli”.

Difficile negare però che il comunismo è in crisi, per quanto il capitalismo non goda certo di buona salute …
“Il comunismo è in crisi nel mondo perchè la sua rappresentazione, che nell’Unione Sovietica trovò la forma più sconsiderata e tragica di applicazione, è stata sconfitta dalla storia. Non la sconfitta dei suoi ideali, ma nell’incarnarsi nello Stato divenuto autoritario e repressivo. Il capitalismo, che genera disuguaglianza e negazione dei diritti, rappresenta storicamente l’altra faccia dell’autoritarismo. L’uno politico, l’altro economico”.

Ha ancora senso oggi una contrapposizione fra destra e sinistra?
“Certamente sì. La destra, quella di cultura berlusconiana e ancor prima la fascistoide, ha fondato la sua esistenza politica nel determinato stravolgimento della Costituzione, che la Sinistra, alla quale appartengono i Comunisti, strenuamente difende. E la Costituzione, non va dimenticato, nasce dalla guerra di Liberazione del popolo italiano dall’oppressione fascista, alla cui sconfitta contribuirono in maniera determinante i comunisti. La cultura della destra è ancora abbastanza diffusa nel nostro Paese, tanto da diventare uno dei punti di forza della politica attuale definita significativamente renzusconismo”.

Senza il gruppo “Cambiare Partinico” Rifondazione non avrebbe avuto due consiglieri. Ciò dimostra che il gioco delle alleanze ha funzionato e che da sola Rifondazione comunista perde.

“Tranne nel 1997, quando Rifondazione col suo simbolo elesse Nuccio Latona per via del sistema proporzionale, e nel 2008, quando per ragioni politiche non abbiamo volutamente siglato alcun accordo con altri soggetti politici, a Partinico abbiamo sempre affrontato le elezioni comunali in liste con altri. Così è stato nel 2000, con l’elezione di Ottavio Puleo, nel 2005, con l’elezione di Puleo e di Matteo Ciravolo. Così è stato nelle Amministrative del 2013 insieme alla lista Servire e non servirsi, eleggendo i nostri compagni Gianluca Ricupati e Valentina Speciale”.

I comunisti di Partinico, dunque, non disdegnano le alleanze?
“Proprio cosi, e non le disdegneranno quando queste sono possibili, necessarie e politicamente convincenti”.

Qual è il bilancio di un anno di attività di Cambiare Partinico, espressione di Rifondazione Comunista?
“La presenza in Consiglio comunale dei due compagni, che non rappresentano soltanto il nostro partito, è una palese garanzia per la Partinico onesta contro clientele, affari, degenerazione morale. Dunque è un bilancio assolutamente positivo. Noi siamo grati agli altri amici di Cambiamo Partinico e di Servire e non servirsi, ma anche all’avvocato Gianfranco Bonnì che guidò la coalizione alternativa a Lo Biundo e ai suoi accoliti e fiancheggiatori, per avere portato in Consiglio, oltre che i due nostri compagni, i consiglieri Gianfranco Lo Iacono, Francesco Di Trapani e Maria Grazia Motisi, che, seppure in autonomia, combattono pur essi una battaglia di contrasto alla deriva democratica e morale dell’Amministrazione Lo Biundo”.

L’epoca in cui Toti Costanzo fu diverse volte consigliere comunale per il PCI, vicesindaco e assessore nella Giunta Cannizzo è lontana. Cosa ha significato quell’esperienza per la città e sul piano personale per il comunista Toti Costanzo?
“L’esperienza con un Sindaco come Gigia Cannizzo, ma posso tranquillamente citare anche il predecessore Gino Geraci ed altri galantuomini nel 1991, seppure in un contesto politico assai diverso, è stata una irripetibile e straordinaria occasione nella mia vita, per dimostrare concretamente come la politica, se vuole, può rappresentare davvero una nobile esercitazione e concretizzazione delle qualità migliori che sono dentro ciascun uomo che opera per difendere gli interessi della collettività e non certo gli affari di singoli, di gruppi, di clan”.

http://www.qlnews.it/2014/10/18/partinico-festa-di-rifondazione-toti-costanzodi-un-partito-di-sinistra-ce-ancora-tanto-bisogno/

Pubblicato il 18 ottobre 2014 su Festa di Liberazione, Rassegna stampa. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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