No alla privatizzazione del pallone tensostatico di Partinico



PALLONE TENSOSTATICOLa decisione del Sindaco Lo Biundo di privatizzare anche il pallone tensostatico é gravissima, inqualificabile, ingiustificata. Il Sindaco di Partinico pensa di trovare con le privatizzazioni dei beni comunali, le soluzioni più facili ai problemi della città.
Privatizzare tutto per averne il massimo vantaggio e cioé:
1) non utilizzare il personale di cui si dispone in organico e che era stato assunto dalla Giunta Cannizzo proprio per tali compiti;
2)non intervenire economicamente;
3) non essere capace di affrontare con dignità le questioni gestionali collegate al  patrimonio comunale.

Noi ci chiediamo: ma se il Comune non é in condizione di tutelare un bene, perché questo diventa possibile nel momento in cui transita nelle mani dei privati?
La risposta é ovvia: i privati, che ovviamente non fanno i “ruffiani” alle amministrazioni, perseguono il profitto e dunque, di fatto, il bene diventa sine die di loro proprietà ma, nel contempo, perde LA RAGIONE SOCIALE per cui era stato costruito.
Costruito, ricordiamolo, con i soldi della collettività che doveva assicurarne la fruizione a TUTTI I CITTADINI, quelli che hanno e quelli che non hanno disponibilità economica. Il bene privatizzato perde, così, la sua natura originaria diventando altra cosa e cioé un bene, per una ristretta collettività e dunque elemento di ESCLUSIONE  e di SPECULAZIONE. Non sono diventati ,di fatto, “privati” i campi da tennis della 3a zona PEEP, il mercato ortofrutticolo, le strisce blu (anche se transitoriamente, a detta del sindaco, nelle gestione comunale), il parcheggio quello già venduto e originariamente in dotazione al Villaggio Luna, l’area della piscina di via Mulini messa addirittura in vendita, il centro giovanile di via Fermi, il teatro realizzato nel bene confiscato ed adiacente Torre Albachiara?
E non ha operato affidando ai privati dell’APS il servizio idrico? E non intendono operare così, col loro progetto di ARO? Il personale in dotazione al Comune che consta di centinaia di lavoratori costa alla collettività  il 50% del bilancio. Era la privatizzazione dei beni l’obiettivo delle amministrazioni Cannizzo che hanno dato il lavoro alle centinaia di disoccupati della città e a quelli della distilleria licenziati dall’industriale Bertolino e non, invece, LA GESTIONE DIRETTA DI TUTTI I BENI COMUNALI perché tutti ne potessero usufruire?
Dopo questo ulteriore, inqualificabile atto c’é una ragione in piu’ per appellarsi alla coscienza civile della città e sbaraccare al più presto questa maggioranza che di fatto ha vandalizzato anche  le coscienze dei nostri concittadini.
 
PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA 
CIRCOLO “Peppino Impastato ” di Partinico  
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Pubblicato il 20 novembre 2014 su comunicati stampa. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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